Manuale pratico di medicina naturale/Rimedi facili Universali

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Indice

PRECISAZIONE IMPORTANTE

Prendete in considerazione, nel leggere i diversi rimedi che vi proporzioneremo di seguito, che TUTTI SONO:

  1. - FACILI DA TROVARE come già detto nell'Introduzione di questo libro, quindi comuni e di facile utilizzo; e,
  2. - sono DA SOLI CONSIDERATI 'COMPLETI' di per sè'; ossia: GUARIREBBERO, se utilizzati costantemente, praticamente TUTTE LE MALATTIE, se dobbiamo credere ai testi e documenti a nostra disposizione, nonchè testimonizanze, fino a un 90% delle stesse; includendo, anche quelle gravi, croniche o considerate incurabili, come Diabete, Cancro o Tumore, per esempio.

(Eccezion fatta per il Timo e il Rosmarino: questi due rimedi, li abbiamo inclusi solo perché co-aiuterebbero tantissimo il lavoro di tutti gli altri, elencati prima; presi da soli, però, non sarebbero sufficienti. La loro azione, soprattutto il Timo, è quella di un Antibiotico Naturale molto forte ed efficace. Superati in questo, solamente dal Limone, Cipolla e Aglio; quest'ultimo, re per eccellenza).

Ripetiamo ancora: questo manuale vuole essere solo una guida e un prontuario veloce per chi non avesse tempo; per questo, lo abbiamo disposto così.

Vogliamo mettere qui un'ampia varietà di scelta, fra vari remedi naturali semplici, considerati 'completi' di per se stessi', come già detto (per questo si parla ad esempio di Aglioterapia, Limonterapia, Arancioterapia, Argilloterapia, Mieloterapia; ecc). Indipendentemente da quale sia il tipo di male che vi affligga semplicemente scegliete un Rimedio, quello che più vi aggradda, e seguitelo. Qualunque sia la malattia (anche fosse psicologica, o psichiatrica: la verità sia detta tutta, la maggior parte anche di questi sintomi si deve prima di tutto a 'disordini organici', più che 'mentali'). Comprovatelo

Chiaro che, sempre ci saránno un rimedio e delle piante più 'specifiche' per un determinato male, però questi preferiamo riportarli allora nell'Appendice, per concentrarci ora qui solo su quelli che guariscono in misura generale tutto.

Data la semplicità del loro utilizzo pratico, sono anche e soprattutto RACCOMANDATI COME "PREVENZIONE". Ossia: prendete l'abitudine di usarli quotidianamente (questo può risultare più semplice per quanto riguarda quelli ad ingestione orale, piuttosto che all' applicazione esterna).

Ricordatevi: ANCHE FOSSE POCO però SEMPRE!, con 'costanza'... per tutta la vita. Come vi siete abituati a pettinarvi i capelli, allo stesso modo abituatevi ad essi. Il vostro corpo vi ringrazierà; e, con un corpo più sano, la vita vi apparirà più meravigliosa.

Rimedi semplici alla portata di tutti

Ecco qui dunque, per tutti coloro che non abbiano tempo, oppure per motivi anche economici, non possano o non vogliano assumere medicine e terapie ufficiali (o disponere della possibilità di leggersi tomi più voluminosi di questo sull'argomento) la lista per lo meno di tutti i 'più comuni' e 'banali' semplici rimedi naturali alla portata di tutti, ai quali potete ricorrere che, basandoci sui libri (vedi Bibliografia), se presi e applicati con 'sufficiente costanza' (da un minimo di pochi mesi, fino ad arrivare a due-tre anni o più, per i casi più gravi e severi), riuscirebbero a farci recuperare per completo la nostra Salute, nella quasi totalità delle malattie conosciute, anche le più gravi; dipendendo anche dall'età, fino a un 100% di recuperazione.

Cercheremo anche, di dare agli stessi una specie di "ordine di 'importanza'".

Anche se tutti sono buoni, prenderemo però in considerazione non solo la loro "efficacia" o importanza come "buon abito" per la "prevenzione", ma anche, come nel caso dell'aglio per esempio, la "pericolosità" latente di alcuni dei loro aspetti e le "speciali precauzioni" da tenere in tal caso. Alcuni rimedi infatti sono più "dolci", altri più facili da trovare.. altri ancora, molto più semplici nel loro impiego; e così via.

Tutto questo, dovremo prendere in considerazione al momento di fare la nostra lista: soprattutto, la loro facilità per essere reperiti su vasta scala; quindi, non solo la loro efficacia.

Il Massaggio e i Bagni di Vapore

  • Di tutte le cose che uno dovrebbe fare ogni giorno, il massaggio chissà sia forse il più importante! Anche senza avere "specializzazioni" di alcun tipo o "diplomi" particolari; sedetevi comodamente, rilassatevi e.. lasciare muovere mani e dita liberamente... su se stessi, o sopra i propri cari. Non apprezzeremo mai abbastanza l'importanza di questa sana abitudine, fino a non metterla in pratica!! Il massaggio rilassa e cura i nostri nervi: "base" di tutti i nostri organi vitali. Una buona e vera prevenzione delle malattie, non può quindi trascurare questa pratica costante, fatta ogni giorno. Anzi: sono moltissimi i disturbi che sorgono solo a causa dii nervi infiammati, o stanchi.
  • I Bagni di vapore (Saune) assieme all'Argilla, rappresentano invece i rimedi supremi per curare qualsiasi disturbo. Aiuterebbero infatti, a "far fuoriuscire" dal corpo tutte le tossine, causa basica di tutte le infiammazioni. Luis Kuhne (a parere di chi scrive uno dei più autorevoli in materia; così come per l'Argilla, considero invece Raymond Dextreit) proponeva questa variante: seduti sopra una vasca, con sufficiente acqua calda al punto di farvi sudare abbondantemente, avvolti da lenzuola pulite. Queste, a parte aiutarvi a sudare di più, assorbono le tossine liberate; bisogna quindi poi cambiarle la volta successiva, e lavarle. A seconda del tipo di malattie, le condizioni del malato (età, ecc) e la loro gravità, dovete decidere quante volte farlo. In persone normali, per esempio, è sufficiente con una volta a settimana, o al mese. Le popolazioni indigene riconoscono l'importanza di questa pratica: basti pensare alla "capanna sudatoria" indiana, il "Temazcall" messicano; o ancora, al Tepeew pellerossa.

La Verza e il Cavolo

La Verza e il Cavolo (qualunque specie è efficace) da sempre furono conosciuti e utilizzati dai nostri nonni per curare i più svariati sintomi; ricorrevano ad essi, infatti, quando stavano male. Semplicemente, si applicano le loro foglie (schiacciate con una bottiglia, per soavizzarne le "nervature") sopra la parte infiammata dolente, sostenendo se necessario con delle bende; per tutta la notte e ripetendo più giorni di seguito, fino alla scomparsa del male (a volte, per precauzione, anche oltre. Dipendendo dal tipo di sintomi). Bisogna essere pazienti e costanti in questo, come in tutte le pratiche naturali del resto. Bisogna anche ricordarsi di sostituire la benda.

Questo rimedio, a volte, è utilizzato in combinazione colla Crusca: avendo quest'ultima proprietà "assorbenti", aiuterebbe di molto il processo disinfiammatorio. In questo caso, si tagliano molto fine le foglie, oppure si tritano (evitare il metallo quando possibile) e si mischian con la crusca. Poi, la pasta così ottenuta, si mette a diretto contatto con la pelle (unica ECCEZZIONE: gli occhi) sempre suggettando con bende (va bene anche su piaghe "aperte", come tagli e così via). Per gli occhi, andatevi a leggere il capitolo precedente. Se proprio però non aveste nulla in casa e vogliate procedere comunque col cavolo, abbiate l'accortezza almeno di mettervi prima sopra una garza sottile, di modo che il contatto con la pelle non sia diretto; e la precauzione, di non superare i 20min! (Se avvertite bruciore, toglietevelo però d'immediato e sostituitelo, meglio, con dell'argilla).

Si può sostituire la foglia cruda, con il cavolo bollito, appena tiepido; oppure, con bagni di asiento o frizioni del solo brodo (senza sale, ovviamente).

Dopo le frizioni col decotto, o gli impacchi vari, alcuni massaggiano la parte con dell'olio di oliva (bastano due cucchiai, o poche gocce), o altri tipi di oli o oleoliti specifici antinfiammatori (per esempio, di iperico).

Curiosità: sembra che il Cavolo nero (diffuso molto in Toscana) sia uno dei più forti quindi meglio eficaci, e veloci nel guarire. La qualità migliore insomma da usarsi a tal scopo.

L'Argilla

L' Argilla è conosciuta da tempi immemori per le sue proprietà assorbenti e "qualità" vitalizzanti: avrebbe infatti, il potere non solo di far "fuoriuscire" le tossine dal corpo, ma anche di "irradiare" elementi chimici specifici, che aiuterebbero di molto il processo di auto-rigenerazione dei tessuti e delle cellule in generale.

Nonostante ve ne siano di diversi tipi (all'estero: purtroppo in Italia viene venduta una sola marca, e di qualità pessima [NdT]) accontentatevi pure di quella che trovate: anche fosse quella del vostro giardino (l'argilla si trova in natura scavando a circa due o tre metri dal suolo [NdT]). L'unica controindicazione sarebbe ch'esso si trovasse in zona "radioattiva"; tipo "Hiroshima", per intenderci. Ma,.. esperimenti nucleari a parte.. qualsiasi altra andrà bene.

L'unica differenza tra un'argilla meno buona, e un'altra di qualità migliore, sta nel fattore "tempo" : la seconda vi guarirà molto più in fretta, rispetto alla prima. Ma tutt'e due vi guariranno comunque prima o poi. La prima avrà semplicemente bisogno di più applicazioni; niente di che. Non esiste argilla (fango) che non sia terapeutica. Se avete la fortuna di poter ricorrere ad un'argilla molto buona (a parere di chi scrive, se la prendete direttamente dal suolo tanto meglio; oppure, una "veramente verde" se la comprate), utilizzate quella; altrimenti, usate pure quella che avete.

Qualunque tipo decidiate di usare, deve essere in polvere. Mischiatela da voi.

Si prepara aggiungendovi poco a poco dell'acqua, fino alla consistenza desiderata. Per lavare i capelli, per esempio, dovrà essere molto liquida. Mentre, per altre applicazioni, più "densa" e consistente.

In linea generale, si dice che è pronta quando, al sollevarla con una spatola (usate sempre il legno; evitate il metallo), la stessa non cade. Rimane cioè attaccata al legno (se proprio non avete il legno, preferite sempre la plastica al metallo).

Qui vale il discorso fatto per la Verza e il Cavolo: si applica, suggettando con bende se necessario, fino a completa guarigione o oltre (per evitare ricadute). Nei casi più severi (mettiamo, infiammazioni intestinali, slogature o ulcere) si lascia agire tutta la notte; per molestie minori (ad esempio: punture di zanzare), sono sufficienti 10 minuti (poi si toglie, e eventualmente si ripetono i 10minuti).

CAMBIARE SEMPRE LE BENDE e, se volete usarla sugli occhi, abbiate l'accortezza di frapporre fra essa e la pelle una garza.

Ci sono persone che, tra la benda e l'argilla, utilizzano fogli di giornale i quali assorbono l'umidità e l'acqua in eccesso; soprattutto durante la notte, anche per evitare di sporcare troppo i vestiti o le lenzuola (la stessa infatti, poi si sbriciola al seccarsi). A seconda dei casi, e la gravità della malattia, sarebbe forse meglio preferire altri materiali.. i giornali, infatti, essendo "sporchi" e piuttosto "antigienici", potrebbero al mischiarsi con l'argilla irradiare con la stessa le loro sostanze nocive.. Tuttavia, se non si ha nulla di grave, si può usare senz'altro.


Per molti l'uso dell'argilla risulta essere un rimedio un po' troppo laborioso per usarsi. Infatti: bisogna sempre, cambiare e lavare le bende; le lenzuola, che invariabilmente si sporcano..; perdere tempo nel prepararla.., sciacquarsi dopo... ecc, ecc. Ma non dimenticate che, ciònonostante, l'argilloterapia continua ad essere il rimedio più completo e detiene in assoluto il primato fra tutti gli altri metodi naturali di guarigione. Questo per la sua efficacia e risolutezza nel preservare e recuperare integralmente la vostra salute (superato chissà forse solo dall'aglio).

Precisamente per tutti coloro che non abbiano dimestichezza, o il tempo necessario o chi li aiuti a lavar le bende, ecc, è che ho messo e suggerito come rimedio al primo posto quello della Verza o del Cavolo (con o senza Crusca); non guardando l'efficacia d'azione, ma in questo caso "l'efficienza" in quanto alla sua "semplicità" d'uso. E' senz'altro più facile da fare; ma la cosa migliore sarebbe, prima di arrendersi di fronte all'utilizzo dell'argilla, quella di inter-cambiare i rimedi: fare ad esempio un giorno uno, e gli altri restanti l'altro.


Il suo utilizzo viene raccomandato anche per via interna (per esempio in presenza d'infiammazioni intestinali; o, anche solo per prevenire). Si può fare in questo modo: si lascia tutta la notte un bicchiere d'acqua in cui si è disciolto la sera prima un cucchiaino d'argilla (non usare il metallo! meglio legno o plastica) e poi si beve la mattina successiva solo il liquido, ossia lasciando il "deposito" sul fondo. Oppure: si prepara dell' "acqua argillosa" da bere durante il giorno come acqua d'uso.

Si raccomanda in un principio lasciare il deposito argilloso sul fondo perchè questi potrebbe dare stitichezza. Una volta abituati, lo si potrà tranquillamente bere. Allora potrete anche dissolvere lo stessa ccucchiaino subito nel bicchiere, e berlo immediatamente.

Arance e Limoni

Quasi in tutto il mondo il Limone viene riconosciuto come "il Rimedio" naturale per eccellenza! sia per guarire [1], che come efficace prevenzione per la malattia. Pochi sanno che anche l'Arancia, sua parente, non solo le si equipara per qualità e virtù, ma addirittura in molti casi sia da preferire alla prima, in quanto non presenta nessun effetto collaterale conosciuto, caratteristico, invece, della "cugina".

Proprio per questo è che nella nostra lista la mettiamo al primo posto, presentandola prima del limone. Sono infatti un rimedio "più dolce" le arance, non solo come sapore, ma soprattutto perchè veramente non presentano nessunissima controindicazione; al non essere solamente che qualcuno abbia una qualche "allergia" strana ad esse. O ancora, nel qualcaso fossero usate troppo acerbe, o di una qualità troppo aspra (in alcuni casi, anche quando durante la loro coltivazione le si spruzzassero sopra troppi prodotti chimici).

ALTRA COSA IMPORTANTISSIMA che vale per entrambi i rimedi: ricordatevi sempre di NON METTERGLI MAI IL CUCCHIAINO di metallo dentro (se proprio volete usatelo di plastica, o di legno), com'è d'abitudine nei bar; al farlo, infatti, tutte le preziose vitamine vanno irrimediabilmente perse. Stessa cosa vale per la luce: ecco perchè va bevuta il prima possibile! Le vitamine, gli enzimi, ecc, sono "fotolabili"; ciò vuol dire che più tempo passa, più vengono distrutte dalla luce. [2]

Questo è importantissimo da capire, altrimenti non vi servirà a niente. Come a niente serve (e ora ne capite di più il motivo) bere quei succhi d'arancia venduti al supermercato, con la scritta "vera spremuta al 100%".

Le Arance

Le Arancie, come tutti gli altri rimedi presentati qui, sarebbero anche loro in grado di guarire, se prese con costanza tutt'i giorni, qualsiasi dolenzia o malattia.

Molti "igienisti", "vegetariani", "vegani", "macrobiotici", ecc, che utilizzano il digiuno come terapia, spesse volte preferiscono fare un semi-digiuno con sole arancie, piuttosto che uno completo di sola acqua.

Nel semi-digiuno con sole arancie, queste si possono anche mangiare. Anzi, sarebbe preferibile farlo se lo stomaco non presenta particolari disequilibri; per la loro fibra.

Il semi-digiuno può durare tre giorni, o anche una settimana o due. Dipende dai casi e dalla singola persona, come si sente. (Leggetevi la sezione dedicata al "digiuno" terapeutico per sapere come farlo senza inconvenienti, ed evitare gli eccessi).

Il succo d'arancia si può applicare anche con eccellenti risultati sulla pelle del viso.

Mischiato con uova e decozione tiepida di saponaria (o altra pianta che contenga "saponina"), da invece un ottimo SHAMPO NATURALE

BALSAMO NATURALE: niente di più semplice; fate macerare le buccie in una bacinella piena d'acqua tutta la notte, poi la mattina filtrate e imbottigliate. Da usarsi dopo lo shampoo, toglie i nodi ed è "naturalmente" molto aromatico per i capelli.

Come regola generale, non fatevi mai mancare delle arancie in casa vostra, nella vostra dieta: sono una "panacea"! e, come "rimedio", uno dei più dolci..

Prendete la sana abitudine di bervi quotidianamente una buona spremuta fresca, fatta da voi; se non è possibile a tutte le ore... di preferenza almeno una la mattina, prima di fare colazione. Se lo stomaco non presenta trastorni gravi, fa anche bene prenderla dopo i pasti.

Difatti, fra tutta la frutta risulta essere quella più idonea per mangiarsi dopo mangiato; nonostante è ben risaputo in Igiene Naturale che questo sia una cattivo abito, quello di mangiare frutta al finale. Di solito, come anche l'insalata, viene consigliato mangiarla prima per non appesantire lo stomaco.

Una raccomandazione importante: non la dolcificate con zucchero; meglio con miele, o meglio ancora, con niente. Lasciatela così al naturale.

I Limoni

Dal canto loro, i Limoni, come già ricordato, sono "il rimedio antico più conosciuto" e utillizzato dai nostri "padri": la classica "limonata" dolcificata con Miele, era una medicina onnipresente nelle famiglie, per qualsiasi disturbo o male.

Purtroppo, lamentabilmente, è anche vero però che presenta innumerevoli svantaggi e controindicazioni, rispetto al primo rimedio. Per questo motivo, vi raccomandiamo di prenderlo con molta "precauzione", soprattutto se decidete berlo puro, ossia spremuto fresco senza niente in aggiunta.

Per prima cosa: rovina lo smalto dei denti (irrimediabilmente; lo smalto infatti, non si riforma), anche se per le gengive risulta invece ottimo, dato il suo potere disinfettante e antibiotico (eliminando i batteri, previene la carie); sciacquatevi però abbondantemente la bocca dopo averlo bevuto o fatto dei gargarismi, se non volete veder precocemente sparir il vostro smalto dai denti a giovane età.

Un'altra contro-indicazione, è nel caso di "gastrite" o altra disfunzione grave dello stomaco. Mentre risulta ottimo invece per gl'intestini. Non è vero che provocherebbe stitichezza; al contrario: se preso tutt'i giorni la mattina a digiuno, per almeno un mese e non oltre i tre (poi si fa una "pausa", di almeno un mese se si vuole continuare), sarebbe in grado di guarire anche quella piu cronica.

Il fatto che guarisca la diarrea non significa infatti che provochi stipsi. Questa viene guarita grazie al suo potere antibiotico; stesso meccanismo che sta alla base anche della guarigione da stitichezza.

In generale PULISCE IL SANGUE, dato il suo alto potere disinfettante, ed è per questo che è raccomandato soprattutto come prevenzione.

Ha anche un effetto "stringente" sui tessuti, a tal punto che è in grado di guarire e "far ritirare" (rientrar in suo sito) completamente un ernia, se oltre a berlo ci si massaggia col suo succo spremuto di fresco l'intera zona. Questo di solito, si fa combinando (oltre al limone) anche con dei massaggi di succo fresco di cipolla.

Però, come abbiamo detto, va preso sempre con molta precauzione, evitando l'eccesso.

La ricetta che vi consigliamo noi, è la seguente: come misura preventiva, potete prendere la mattina presto al svegliarvi, un cucchiaino da caffè di succo di limone appena spremuto, assieme a qualche goccia di olio extra-vergine d'oliva (spremuto a freddo) di quello buono, e se lo desiderate e tollerate, volendo rendere la miscela ancora più efficace, un pezzettino minuscolo (basta un millimetro..tant'è potente) d'aglio. Dopo, aspettate almeno 20min, o mezz'oretta, prima di fare colazione.

Un'altra proposta più "gradevole": consiste nel prenderlo mischiato con miele e acqua tiepida, sempre la mattina (per almeno un mese se si vogliono apprezzare i risultati, fra i quali ci sono la scomparsa dei fastidiosi foruncoli); oppure, nella tazza calda del vostro teh preferito.

PER LA PELLE del viso: il succo di limone ha fama di aver un effetto "ringiovanente" sulla stessa; oltre a questo, toglie le macchie (per una maschera "schiarente" in tal senso, si può anche mischiare con miele), punti neri, rinfresca, disinfetta e la rende più liscia e gradevole al tatto.

Per un effetto più completo in casi di vecchiaia prematura, si consiglia oltre alle maschere anche di berne giornalmente il succo, fresco appena spremuto, per almeno tre mesi: una sttimana sì e una settimana no; non abbiate paura di berne anche tanto (5-10 limoni). Dopo si fa "pausa" per un mese, poi si continua se si vuole. Sempre facendo "pausa" al quarto mese. Se si vuole evitare di rovinarsi lo smalto, si può sempre usare una cannuccia.

Se è poco tollerato, mischiatelo con il succo d'arancia. Alcuni, per abituarsi, vanno incrementando: il primo giorno un limone, il secondo due, e così via; fino ad arrivare a 10; poi si riscende, a scalare.

PER LA FORFORA: sembra sia l'unico rimedio efficace e sicuro, in grado di combatterla, se si lascia tutta la notte sul cuoio capelluto. Filtrare il liquido, prima di cospargere la testa e massaggiarla in modo che penetri più a fondo. Anche per i capelli è ottimo. Dona brillantezza e morbidezza.

L'acqua ottenuta per macerazione delle sue buccie (lasciandole tutta una notte in una bacinella, oppure in acqua calda per qualche minuto) si versa sulla pelle di tutto il corpo appena finita la doccia, e questo a parte essere eccellente per i capelli e abbellire la pelle, aiuta il PH della stessa, rafforzandone le difese. Tanto che, al poco tempo, uno si accorge che le zanzare non si gli avvicinano più.

VENE VARICOSE: ebbene sì; questa semplice ricetta, vi aiuterà a risolvere finalmente questo fastidiosissimo problema. Oltre all'applicazione esterna, che come già detto "sbianca" e toglie le macchie dalla pelle (quindi anche quelle lasciate dalle varici), bevete come acqua d'uso (e anche un po' di più di quella che siete soliti) questo preparato. Fate bollire del sedano (5 rametti) tagliato a dadini, per almeno 5 minuti in un litro e mezzo (anche due litri) d'acqua. Poi togliete dal fuoco, filtrate e lasciate riposare. Aggiungete già freddo il succo di 6, 7 limoni. Importante: siate costanti nel trattamento e non demordete fino a quando non noterete dei miglioramenti.

CARNOSITA' nel CONDOTTO NASALE; in caso di adenoidi, sappiate che se preso costantemente il succo di limone riesce a far scomparire queste carnosità, a causa del suo potere astringente che ne desepitalizzerebbe l'epitelio. Si procede così: tutte le mattine, per tre mesi, si assorbe dal naso il succo di un limone, e si fa un'inspirazione profonda. Può anche darsi che spariscano prima dei tre mesi.

OSTEOPOROSI; nel suo libro Nuovo Trattato di Medicina Naturale (a pag 113, inizio del capitolo "Il Sistema Nervoso"), Raymond dextreit ci descrive questa ricetta. Specifica anche di non abusarne: un suo uso eccessivo sarebbe troppo forte. Raccomanda, anche nei casi più gravi, prenderlo solo tre volte alla settimana; per un minimo (e anche massimo, vedi sopra) di tre mesi. Poi si "riposa" un mese, e si riprende dopo se si vuole. Ecco la ricetta:

  • lavare bene un uovo SENZA TIMBRO sopra, quindi quelli dei supermercati oramai non vanno bene (purtroppo per noi, anche qui sarà difficile trovarne..); procedere quindi ad asciugarlo e, ben pulito, metterlo in un bicchiere che si riempirà di succo di limone (fresco, appena spremuto) di modo che l'uovo ne sia tutto coperto. Si lascia riposare tutta la notte (meglio se in frigo) e la mattina dopo, si toglie l'uovo (che si potrà usare per altre cose) e si beve il liquido. Questo avrà assorbito il calcio dal guscio, lo stesso che stimolerà le funzioni di assimilazione, contribuendone alla sua fissazione nelle ossa.

Questa stessa ricetta aiuta anche molto a superare la FATICA CRONICA, la quale è solo un sintomo che accompagna e precede la desmineralizzazione, così come l'anemia.

EMORRAGGIE: è risaputo che per piccole ferite, molta gente si disinfetti usando il succo di limone. Meno risaputo è che questi eserciti anche un'azione coagulante. Per emorraggie interne, mescolare e bere il succo di limone a una tisana avente anch'essa effetti cicatrizzanti. Ogni tre ore.

EMORRAGGIA POST-PARTO: 2 cipolle a pezzi si fanno bollire in un litro d'acqua, assieme a 6 foglie di cicoria verde. Si beve una tazza di questo preparato OGNI ORA, aggiungendo il rosso di un uovo, un po' d' olio (meglio se d'oliva extra) e il succo spremuto di fresco di un limone. Prenderlo fino a che non cessa del tutto il disturbo.

Aglio e Cipolla

Aglio e Cipolla combinati con succo di Limone, frullati assieme e filtrati anche se in pochissime quantità, sono l' "antibiotico naturale" per eccellenza! Si prende la mattina e la sera, o nei casi più gravi ogni otto ore, fino ad evvenuta recuperazione.

L'Aglio

Ok. Adesso parliamo di uno dei più potenti ed efficaci rimedi esistenti in natura per guarire qualsiasi tipo di dolenza e malattia. E, quand'è così, com'è che l'abbiamo lasciato allora al finale della nostra lista? Questo si deve alla forte pericolosità latente che racchiude in sè un suo uso inappropriato ed eccessivo. L'aglio, infatti, è molto 'molto caldo': se tagliato ne fuoriesce una sostanza che letteralmente "brucia".. Tant'è così che, uno de suoi usi è 'precisamente' quello da usarsi come una specie di 'acido' per togliere mezchini, calli e verrucche. La ricetta per farlo è semplice: ve ne si applica sopra ogni giorno un po', massimo per venti minuti (bendando, o utilizzando un cerotto), fino a vederli cadere.

L'aglio è indicato per tutto; è il più potente ed efficace antibiotico esistente in natura. Chissà per questo, i nostri padri presero l'abitudine di aggiungerlo ai cibi. Oggigiorno, si stanno facendo anche studi e ricerche sperimentali sulla cura dell'AIDS, utillizando l'aglio.

Non è vero che affinchè abbia un qualche effetto ci sia da comprare quello in capsule, ciò è assolutamente falso. Una notizia messa in circolazione chissà proprio dalle stesse case farmaceutiche e che vi danno a bere, proprio perchè sanno dell'onnipotenza efficacia che ha questo antico quanto semplice rimedio, che lede quindi i loro stessi interessi.

Si può mangiarlo in insalata, ma se il vostro stomaco non ci fosse abituato la maniera migliore è prenderlo in un decotto. Meglio mischiarlo a qualche tisana favorita, piuttosto che prenderlo da solo (per questo non dovrebbe mai mancare nelle zuppe); oppure, in alternativa, alcuni utilizzano il latte al posto dell'acqua. Questo latte così preparato, vi sarà molto utile anche in caso di forti e pluri-punture d'insetti, come zanzare per esempio; qualora vi foste dimenticati autan, fargan, ecc, e non aveste altro. Cospargetevelo come una cremina, senza paura, noterete subito il sollievo: l'aglio "assorbe" il veleno, oltre ad aiutare e velocizzare la guarigione dei tessuti.

Questa era però la ricetta per i "casi estremi".. Per piccole, normali punture, basterà con tagliarne un pezzo e sfregarlo, o meglio ancora: tritarlo (ricordatevi che è quel liquido che sale ad avere quest'effetto) e lasciarlo per qualche secondo o minuto (a seconda della gravità) sulla ferita. Prima si fa più è veloce ed istantaneo è il rimedio, il veleno infatti non entra in circolo. Si conosce il caso di una persona che, morso da vipera, si è salvato la vita lasciandosi tutta notte una testa d'aglio triturata, fasciata con una benda. Ovviamente però, il mattino seguente si era anche ritrovato con un bel "buco" nella caviglia... dato che, come dicevamo, l'aglio "brucia". Non superate mai i 20min per le applicazioni "normali".

Un'altra ricetta: lasciarlo in macerazione nel Miele; fare, uno strato di miele.. e uno di fine aglio tritato, uno di miele e un'altro ancora d'aglio, e così via; fino a riempire il barattolo. Ricordo che il miele non "scade" mai. Ed è propriamente una sostanza usata (da tempi immemori) per conservare i cibi.

Il miele così ottenuto, è efficace come nessun'altra cosa al mondo per combattere: catarro, febbre, tosse, influenza, ecc ecc.

Funziona anche in "tintura", ma in questo caso scegliete un alcool non troppo graduato. Bastano 21 gocce di questa tintura prese quotidianamente, per prevenire ed alleviare parecchi mali.

E' l'unico rimedio riconosciuto che elimini veramente e definitivamente da ogni molestia da "funghi", presente sulla pelle, parassiti (amebe, per esempio), micro-batteri, ecc ecc.

Le donne possono usarlo come suppositorio vaginale in caso di Candida o altri distrurbi. Per far questo, bisogna FARE ASSOLUTAMENTE ATTENZIONE però, a NON TAGLIARE IL DENTE neanche un pochino! altrimenti, ne fuoriuscirebbe il liquido che, come abbiamo detto, brucierebbe le delicate pareti interne della membrana mucosa uterina. Buttate sopra i denti d'aglio dell'acqua bollente: vedrete che la buccia verrà così via facilmente, senza bisogno di tagliarli. Altrimenti, se non vi sentite troppo sicure, sostituitelo meglio con dei lavaggi interni vaginali, a base di decotto d'aglio. La vostra costanza verrà premiata; fatelo tutti i giorni però: noterete già al mese dei risultati.

L'aglio aiuta anche a prevenire le "trombosi": rende il sangue più fluido. Fortifica lo stomaco: sia aiutando la secrezione delle ghiandole, sia perchè fortifica le pareti dello stesso. (A questo scopo, risulta utile combinarlo anche con l'azione del finocchio, in insalata).

La Cipolla

Pur non possedendo la stessa efficacia dell'aglio, la cipolla vanta anch'essa le proprie virtù. In generale, oggigiorno io ne sconsiglio vivamente purtroppo un suo utilizzo interno, potrebbe essere controproducente a causa della quasi impossibilità oramai, di riuscire a trovarle veramente.. biologiche. In questo senso, sono più i danni che fanno che altro. Ma, vediamo come la si può invece ancora approffittare per un suo uso esterno.

Abbiamo già menzionato gli impacchi di cipolla cotta per guarire le otiti anche gravi, nel capitolo precedente. Ora vediamo altre ricette, veloci semplici ed efficaci, per combattere disturbi comuni.


CICATRIZZANTE. Per piccoli tagli e ferite, applicare sopra la "buccia trasparente" e delicata della cipolla, quella che si trova fra strato e strato, si cicatrizzerà all'istante; non avrete più bisogno del cerotto. (Per tagli più profondi, tostare una noce al fornello, aprirla, schiacciarla prima che si raffreddi in un fazzoletto, e umettare con quest' olio la zona colpita).

DOLORI MUSCOLARI. Centrifugare o frullare 2 cipolle; fare delle frizioni sulla parte dolente con questo succo, tutte le notti.

CALVIZIA. Per prevenirla o per curarla quando ancora è recuperabile, frizionare tutti giorni il cuoio capelluto con del succo di cipolla fresco appena fatto. Si può anche alternare questo a del succo di limone, oppure a una miscela fatta frullando con dell'olio (di ricino, oppure di mandorle dolci) vegetale, cipolla a pezzetti e denti d'aglio pelati e limone; si massaggia la testa con questo preparato, e s'involve il tutto in un asciugamano fino alla mattina seguente.

INFEZIONE AI POLMONI. Cataplasmi sul petto con cipolla tritata mischiata con un po' d'olio vegetale; tutte le notti. In caso di asma e soffocazioni, metterlo tiepido.

VENE VARICOSE. Tutte le notti frizionare con del succo di cipolla fresco le parti affettate; bendare, togliere e lavarsi solo l'indomani.

ROGNA. Frizionare 2 volte al giorno, fino a completa guarigione.

NAUSEA. Si taglia a metà, e ognuna si colloca sotto un'ascella. L'odore forte, farà sparire il senso di nausea.

ERNIA INTESTINALE. Assieme al succo di 5 limoni si frullano molto bene 2 cipolle fatte a pezzi: con questo preparato, si friziona poi la zona colpita, mattina e sera. Successivamente, si faranno dei bagni di sole scoprendo la zona affettata. Il paziente, dovrà ovviamente evitare a tutti i costi le "fermentazioni intestinali", se vorrà vedere presto dei risultati. In alternativa, invece di mischiare il tutto, si possono alternare semplicemente le frizioni: mattina col limone, sera con la cipolla; oppure un giorno col limone, quello dopo con la cipolla.

Se riuscite a trovare di QUELLE BUONE, per via interna segnaliamo anche queste ricette:


DIABETE. Fate bollire delle foglie di malva, borraggine e una mela tagliata a pezzettini, in un litro d'acqua. Aggiungere miele, un cucchiaio di succo di cipolla e un limone spremuto al momento; prendete di preferenza caldo, una tazza, prima di andare a letto.

IMPOTENZA. Assieme anche al Limone, curerebbe questo disturbo. Mangiarla in insalata, a digiuno: un quarto di cipolla e il succo di un limone, nell'insalata che più preferite. Il terzo giorno, fare doccie fredde.

HIDROPESIA E GONFIORI. 1 Cipolla rossa. Mischiarne il succo con del latte, freddo; prendere a digiuno un bicchiere, un altro prima di andare a dormire.


In generale, come anche l'aglio, è indicata per tutte quelle infezioni riguardanti le vie respiratorie.

Miele (e derivati)

PREMESSA importante

Il Miele sarebbe anch'esso un rimedio che di per se solo, anche senza l'aggiunta di nient'altro, porterebbe se preso con sufficiente costanza, alla guarigione completa e totale di tutte le malattie. L'unico problema è che, come accennavamo anche per la cipolla, oggigiorno è difficile purtroppo però trovarlo "come dovrebbe essere", ossia: "non adulterato". Questo vale soprattutto poi in Italia a causa di certe "leggi" assurde che ne proibiscono la sua commercializzazione, se il produttore non fa uso di vaccini che sono per lo più chimici. Io al momento, ne ho trovato per esempio solo uno che utilizza vaccini omeopatici; poi eventualmente, metto contatto in Appendice.

Oltre a ciò, c'è da dire poi che la maggior parte dei produttori (per non dire tutti, e mi riferisco in particolar modo sempre all'Italia) in modo ignorante non protegge il barattolo dai raggi del sole e dalla luce in generale, dimenticando che le sue sostanze più importanti sono altamente fotolabili.. ciò vuol dire che vengono distrutte la maggior parte, e questo tanto più a lungo sia stato esposto. Ne consegue che, più è vecchio il miele meno sarà efficace per certi disturbi (questo, sempre e solo nel caso che non sia stato coperto per ripararlo dalla luce appunto).

Per tutto questo, possiamo arrivare allora a due o tre conclusioni importanti da tener a conto, prima di proseguire.

A) La maggior parte del miele in commercio nei supermercati è adulterato, scadente, o comunque di bassa qualità. Non ci servirà molto quindi ai nostri scopi. Solamente per un suo eventuale uso esterno (qualsiasi miele, anche il più scadente, è sempre molto cicatrizzante per esempio).

Questo vale SOPRATTUTTO per quelli in cui troverete scritto "miscela di mieli.." Se proprio dovete prenderlo al supermercato, abbiate almeno l'accortezza di cercare quello in cui vi sia scritto "miele italiano". Avrete più garanzie senza dubbio.

B) Anche tra i "produttori artigianali" sarà sempre difficile che riusciate a trovarne uno ONESTO e NON IGNORANTE che vi dica esattamente per esempio da quanto tempo lo abbia DAVVERO prodotto, ed eventualmente protetto dal sole e/o altre fonti di luce e di calore.

La maggior parte di loro (quasi tutti ormai) per vendere infatti, fa sostanzialmente 2 cose:

1) miscela quello che ha in magazzino, vecchio, con quello nuovo appena raccolto e, per farlo, deve necessariamente

2) scaldarlo. Questo, quello di sottoporlo a una fonte di calore, distrugge molte delle sue altre importantissime proprietà, che si ritrova quindi a non avere più il Miele.

L'operazione di scaldarlo inoltre, viene generalmente ripetuta più e più volte. Non solo per "miscelarlo" con mieli piu nuovi (che sono liquidi), ma anche per renderne l'aspetto più "attraente" per il consumatore, che come è risaputo preferisce comprare generalmente mieli "liquidi" che non solidi.

Sappiate che il miele appena raccolto rimane liquido per pochissimo tempo. Generalmente inizia a solidificarsi già fin dal primo mese. Questo ora, vi avrà dato l'idea di "quanto" miele "non adatto" ai nostri scopi ci sia quindi in giro oggigiorno. Purtroppo.

Spero che abbiate la fortuna di poter contare con un vero apicoltore di fiducia prima di poter avventurarvi e scegliere come vostra la chiamata "mieloterapia". Ve lo auguro di tutto cuore.

In caso contrario, limitatevi ad usarlo solo con fini "preventivi" piuttosto che terapeutici. (Mi riferisco chiaro nel caso di malattie gravi, non al banale raffreddore: per questo e affezzioni simili vi aiuterà senza dubbio). Fuori dall'Italia, ho saputo di casi di guarigione dallo stesso cancro per esempio, grazie ad un BUON miele.

Virtù e proprietà

Visto che a noi più che altro, per quanto sopra citato, c'interessa soprattutto il suo uso esterno, bisogna sapere innanzitutto che il miele è un ottimo cicatrizzante. Io che vi scrivo, ad esempio, ho guarito da me, una cicatrice piena di pus, dopo un'operazione uscita piuttosto bene ma che minacciava di complicarsi per colpa di quest'infezione, combinando questo rimedio anche con impacchi di argilla. Risultato: dopo una settimana l'infezione era completamente sparita, per la sorpresa dei medici che pensavano già ad un secondo intervento.

Per la pelle ed i capelli: combinato con limone o altro, si preparano ottime maschere. Mischiato con yogurth, da un ottimo balsamo che oltre ad aiutare a sciogliere i nodi, li rende anche più forti.

L'uso "preventivo" che consigliamo noi, è quello di prenderlo tutte le sante mattine, sciolto nel vostro teh preferito o anche solo nell'acqua tiepida. La ricetta completa, chiamata "idromele", prevederebbe anche un po' di limone in aggiunta, e si fa per almeno 30 giorni. Chi ha problemi di brufoli o acne, dovrebbe vederli sparire in questo modo, ma il processo di disintossicazione può in un principio peggiorare i sintomi prima che questi scompaiano.

Oppure, semplicemente mangiarne un cucchiaino a digiuno. Per chi non sopportasse il suo sapore forte: sappiate che ne esistono numerose varietà in circolazione, come ad esempio quello al Rododendro, dal gusto molto delicato.

Un'altra ricetta, a scopo invece "terapeutico", lo combina con aloe vera ed altri ingredienti. Non essendo questi ultimi tuttavia facili da trovare, a cominciare dall'aloe (mi riferisco alla pianta vera) che in Italia scarseggia, o è di una qualità inferiore a quella presente invece in altri continenti, ve la scrivo nella sezione Appendice non qui.

Prodotti derivati

Non dimentichiamoci degli importantissimi prodotti derivati sempre dalle api e associati da sempre al miele, come Propoli, Pappa Reale, Polline; rispettivamente: antibiotico il primo, ricostituente i secondi.

Persino la cera e il loro veleno viene sfruttato in qualche modo per fini terapeutici... Si pensi alle maschere e alle creme di bellezza fatte in casa che utilliano come base la loro cera; oppure a certi lenimenti per il reumatismo sempre artigianali, che utilizzano il loro veleno.

Noi raccomandiamo di stare attenti alla cera che trovate invece in certi barattoli alla vendita, perchè (come sempre ormai..) molto sicuramente non si tratterà del favo vero, fatto e costruito cioè dalle api, ma di quelli già sostituti e prefabbricati che dona loro l'uomo.

Se decidete di fare la "mieloterapia" con fini terapeutici, abbiate almeno allora l'accortezza di utilizzare (per il discorso fatto sopra) anche il polline e la propoli. Siamo d'accordo con voi che la pappa reale è più complicata sia da trovare che da comprare (è più cara), come anche da conservare (quella vera, genuina e fresca si conserva in frigo; per la sempre più crescente povertà in Italia, non tutti pensiamo ce l'abbiano). Ma il polline e la propoli invece, ci risulta siano ancora al momento alla portata di tutti (i portafogli).

Se non trovate quelli già combinati, combinateli voi!

  1. Miele+Propoli: aggiungete qualche goccia di propoli già diluita in alcool (impossibile che lo troviate puro perche è una sostanza che indurisce subito), o tutto il goccero (secondo i gusti), al barattolo del vostro miele preferito. Cercate come sempre di trovarne uno di buona qualità, diluito al 35, 40%. L'ideale sarebbe avere un apicoltore di fiducia.
  2. Miele+Polline: è un po' più laborioso; si comprano separatamente il miele (che non solo dev'essere buono e di qualità, ma anche appena raccolto) e il polline. Si aggiunge "poco a poco" tutt'i giorni un cucchiaino di polline mescolando delicatamente, quando si arriva alla consistenza saturazione desiderata si smette di aggiungerlo, e ci si concentra solo nel mescolarlo. Va mescolato una o due volte al giorno (a seconda del tipo di miele) per almeno un mese.
  3. Miele+Propoli+Polline: aggiungete propoli come sopra, alla preparazione già ultimata col polline. Se ci aggiungete poi anche la pappa reale, questi diventa ancor più un ottimo riscostituente, una vera bomba! insomma.

Di solito comunque, anche se un po' più cari, questi prodotti si travano già pronti. Non nei supermercati ovviamente, dovete andare dai produttori, o nei mercatini.

Sono rimedi talmente buoni e potenti, che non avrete bisogno di assumerne in grandi quantità. Basta solo mezzo cucchiaino al giorno per prevenire e mantenersi in salute. Chiaramente, se siete malati si aumenterà la dosi. In caso di febbre, per esempio, si può prenderne un cucchiaino ogni 4-8 ore, a seconda dei casi.

Potete anche decidere di aggiungervi aglio, seguendo la preparazione descritta al paragrafo corrispettivo dove si parla di questa pianta. Avrete, allora sì, un SUPER-RIMEDIO da tenere sempre in casa d'emergenza, in grado di guarirvi da qualsiasi cosa.

Il Timo, il Rosmarino e la Salvia

Il Timo e il Rosmarino, come già detto al principio, da soli non sarebbero sufficienti per guarire completamente una malattia; casomai solo un sintomo, ma non tutto l'insieme. Sono tuttavia degli ottimi coadiuvanti, ed essendo facilissimi da trovare d'appertutto per questo li abbiamo inseriti qui.

Sono anche loro considerati degli ottimi antibiotici naturali. Molto forti, soprattutto il Timo.

Prendetevi la sana abitudine di bervi una tisana, un teh, o un decotto di Timo o Rosmarino durante l'arco della giornata, quando più vi compiace. Il sapore è buono, soprattutto quello del rosmarino selvatico. E così facendo, sarete più forti contro l'attacco dei virus dell'influenza per esempio; ecc, ecc.

Timo

Nel capitolo precedente abbiamo già accennato al fatto che il Timo, sarebbe L'UNICO RIMEDIO IN GRADO DI GUARIRE VERAMENTE LA CARIE dentale, non esistendone uno nemmeno in medicina ortodossa. A questo scopo, si usa l' essenza di Timo, meglio se fresca e fatta in casa. Dando dei piccoli "tocchi" con un cotonette nella zona del dente colpito una o due volte al giorno.
(Ricetta presa dal libro: Antiguo Recetario Medicinal Azteca - Antiguo Hierbario Medicinal Azteca - Curese con plantas y yerbas, doctora Laura Samano Tajonar, Mexico D.F, Gomez Gomez Hnos Editores)

Rosmarino

Due delle virtù del Rosmarino, sono, se preso con la sufficiente costanza (come tutti i rimedi naturali):

  • rafforzare i legamenti delle ossa e le giunture in generale;
  • come antiforfora naturale.

Nel primo caso, oltre alle tisane e agli infusi, si prepara anche in "vinello": mettetelo cioè (dei rametti freschi) nel vostro vino preferito, e lascitelo macerare. Poi, basterà una "coppetta" (di quelle che si usano per i liquori) al giorno, e .. vedrete che meraviglie! E' un rimedio utile soprattutto in età avanzata, per certi "acciacchi" del tempo... .

Nel secondo, si usa semplicemente una decozione molto forte e concentrata come dopo-shampoo. La stessa, una volta preparata, si può filtrare e imbottigliare.

Salvia

Altri "coadiuvanti" naturali per la Salute

Per la facilità ad essere reperiti e per la semplicità del loro utilizzo, mettiamo qui di seguito anche i seguenti altri coadiuvanti della salute in generale, di modo che prendiamo la sana abitudine di consumarli nella nostra quotidianità.

Succo di Carote, Sedano, Prezzemolo

Yoghurt e Kefir

Olio di Oliva Extravergine puro (del buono)

Mele e succo e aceto di mela

Camomilla

Tè Verde

Verbena

Dente di Leone

Crescione

Miglio

Lievito di birra

Clisteri e lavaggi intestinali

Oil-pulling (Sciacqui in bocca con olio)

Il momento migliore per praticare l'Oil pulling, sarebbe a stomaco vuoto. La mattina presto.

Ci si sciacqua la bocca con un cucchiaio circa d'olio (meglio se di di sesamo e/o di girasole) per 15-20 minuti e poi lo si sputa fuori [3].

Un secondo ciclo di Oil pulling può poi essere effettuato con dell'olio nuovo, se si desidera una maggiore pulizia.

La cavità orale dev'essere infine risciacquata e lavata con l'acqua di rubinetto e l'aiuto delle dita, oppure dello spazzolino da denti.

La "polentina": per disinfiammare

La "Polentina" non è altro che un metodo per disinfiammare e non è nient'altro che polenta, ossia farina di mais, scaldata (senz'acqua) e messa sulla parte colpita avvolta in un trappo. Eventualmente, per infiammazioni specifiche (tipo mal di gola) si combinerà con piante appropriate: vedi Menta, od Eucalipto. In questo caso, si farà allora cuocere con acqua, per miscelare bene gli ingredienti, creando così una vera e propria"polenta".. e si applicherà calda. Lasciare tutta la notte, oppure cambiarla quando diventa tiepida (nei casi gravi).

Le docce fredde

Le docce fredde se fatte nella misura di sei al giorno (prima che vada via il sole), costantemente e senza demordere, sarebbero un altro rimedio in grado di guarire qualsiasi cosa.

L'ho messo al fondo perchè credo siano un eccellente metodo coadiuvante a tutti gli altri, tuttavia, è anche il più semplice e alla mano.

Come rimedio specifico: combattono efficacemente le occhiaie e la cellulite, e sembra l'unico capace di guarirle in maniera definitiva e abbastanza in fretta.


Il digiuno terapeutico

Abbiamo già scritto sopra il digiuno e la digiunoterapia nel capitolo sull'Igienismo.

Qui, vogliamo solo ricordare in linea di massima di non eccedersi, farlo con criterio e, leggersi e studiarsi bene le differenze di vedute tra quello di Shelton e quello di Ehret, per esempio.

Non sappiamo se ne esistano altri; ma, al momento, questi sono gli unici due "pareri" alternativi (ossia non provenienti dalla medicina ortodossa, ma da quella non convenzionale) che conosciamo. Quindi fate attenzione.

Ora riassumeremo un po' i concetti e le idee di entrambi.

Concetto

Il digiuno è uno stato di privazione degli alimenti, volontaria o imposta.

Nella sua forma terapica, suole essre praticato, completo, parziale, per un determinato periodo di tempo, o ad intermittenza.

Il parere della medicina ufficiale

La medicina ufficiale da sempre ha considerato come dannoso un digiuno prolungato .

Effetti fisiologici del digiuno

Secondo alcuni di questi pareri, ogni diminuzione di peso corporeo nell'arco degli anni aumenta la mortalità; secondo la maggior parte dei nutrizionisti il sovrappeso è deleterio, il peso corporeo (come la pressione arteriosa) dovrebbe essere scorrelato dall'età e un suo aumento indica semplicemente una degenerazione dell'organismo che non riesce a mantenere le funzioni tipiche dell'età giovanile. A suffragio delle due tesi sono state citate ricerche anche autorevoli e il dibattito è ancora aperto.

Un digiuno eccessivamente protratto nel tempo innesca il fenomeno della gluconeogenesi (l'impiego dei lipidi e delle proteine per ottenere il glucosio necessario per mantenere i valori glicemici nella norma; le scorte di glicogeno vengono infatti esaurite in meno di 24 ore); pertanto secondo questa tesi un diguno troppo rigido non purifica l'organismo, ma lo intossica: la massa magra viene intaccata per convertire le proteine in energia (con conseguente sovraccarico epatico) e allo stesso scopo vengono utilizzati anche i grassi (con effetto dimagrante) con conseguente accumulo di scorie chetoniche.

Il parere della medicina alternativa

Secondo diversi studi scientifici complementari, invece, il digiuno determina una progressiva selezione di grassi, come carburanti corporei; cosicché l'utilizzo degli aminoacidi provenienti dalle proteine muscolari (precursori della gluconeogenesi) termina abbastanza rapidamente, venendo questi sostituiti dagli acidi grassi da cui derivano i corpi chetonici o chetoacidi.

Dopo la prima settimana il livello di corpi chetonici nel sangue diviene elevato e il cervello comincia ad utilizzare preferenzialmente questi come carburante, al posto del glucosio. [4]

La sovraproduzione di chetoacidi, acido beta-idrossibutirrico e acido acetoacetico, per sostituire il glucosio come principale fonte di carburante per il cervello dell'uomo a digiuno, rappresenta, dunque, la chiave di volta per il risparmio proteico in tali condizioni. [5]

La chetosi, in definitiva, è il principale meccanismo chiamato in causa per la sopravvivenza dell'uomo a digiuno, in quanto i chetoni, soprattutto il D-beta-idrossibutirrato, rappresentano substrati energetici cerebrali alternativi al glucosio, ed il loro impiego da parte del cervello protegge i muscoli dalla degradazione causata dalla sintesi del glucosio dalle loro proteine, che si verifica inizialmente. [6]


Un digiuno prolungato, quindi, alla luce di quanto sopra, non solo farebbe bene, ma addirittura guarirebbe da molte malattie, incluse alcune di quelle considerate incurabili come gia detto.

La "Digiunoterapia" di Shelton

Digiunoterapia è un termine che è venuto a usarsi recentemente, fra i più accesi e convinti sostenitori e praticanti del digiuno, inteso come pratica volta a recuperare il benessere e la salute totale del corpo fisico. Da non confondere, quindi, con altre pratiche "igienistiche", come ad esempio l'Argilloterapia, la Sauna, o la Terapia del colon (Idrocolonterapia).

Come sostiene il dottor Sebastiano Magnano,

  • (Magnano Sebastiano.Principi generali:l'autolisi, in (Michele Manca.)Digiuno Autogestito.4aEd Novembre2002.Genova,A.I.I,1987. pp. 17-18.NoISBN)

nel suo libro Guida pratica al Digiuno Autogestito, con esso l'organismo si nutre delle proprie riserve; localizzate:

sempre secondo lo stesso autore: "i tessuti sono presi in ragione inversa alla loro utilità"; vale a dire, saranno bruciati prima i grassi, poi tutti gli altri (secondo la loro primaria necessità per l'organismo). I centri nervosi non verrebbero toccati e, le "escrescenze" come tumori, cisti, o ascessi, verrebbero invece disintegrate per prime.

Nello stesso libro, l'autore dichiara il digiuno come "un processo di autolisi, ossia di digestione dei propri tessuti interni mediante enzimi"; e si esprime verso questa come "un processo guidato da una meravigliosa intelligenza somatica".

Il digiuno "ragionato" di Ehret

Agli inizi del '900 il parere di un'altro illustre personaggio si fa avanti. Ehret, sul digiuno, asseriva che assolutamente eran da evitare quelli lunghi ed estremi, soprattutto in età avanzata; concordando invece, su quelli di breve durata, e intercalati specialmente per una dieta disintossicante (dal 'muco': che egli riteneva vero responsabile della tossiemia).

Solo in un corpo completamente libero da muco, ossia 'pulito' veramente da ogni qualsivoglia materia estranea e di scarto, un digiuno lungo secondo Ehret porterebbe allora sì, davvero vigore e giovamento. Altrimenti no. Sarebbe solo dannoso; tanto piu, quanto lo sia il grado di 'intossicazione' interna dell'organismo.

Per approfondire, andate a leggervi il capitolo su di lui.

Nel "Metodo Kousmine"

Il semidigiuno della "Cura Breuss"

Autolisi: rigenerazione cellulare

Secondo la corrente igienista, invece, un digiuno prolungato non solo farebbe bene, ma addirittura guarirebbe da molte malattie, incluse alcune di quelle considerate incurabili, come i tumori per esempio. E questo, grazie al processo di autolisi cellulare, che provocherebbe piano piano il progressivo "rinnovo" dei tessuti interni, e la conseguente purificazione e disintossicazione dell'intero organismo (dottor Herbert Shelton).

Per gli igienisti, infatti, gli effetti "pericolosi" descritti sopra si avrebbero molto ma molto lontano nel tempo, in un digiuno veramente molto prolungato, che vada oltre i sei mesi per esempio (per un uomo di 70 kg, mediamente oltre i 100 giorni). Non prima. Questo, perché secondo loro le "riserve umane" sarebbero di gran lunga superiore a quelle sospettate e descritte dall'odierna medicina.

Per corroborarlo, invitano i colleghi medici "scettici" a "sperimentare" un digiuno, a provarlo "sulla propria pelle", invece che solo "pensarlo".

Vera nutrizione e vera fame

I veri pericoli del digiuno così come anche della digiunoterapia, secondo loro, sono dati solo e soprattutto dalla scorreta "ripresa" alimentare. Ossia che, terminando un digiuno, vanno molto lentamente riabituati l'intestino e lo stomaco, affinché riprendano a mangiare, ossia a "riassorbire" bene gli alimenti.

Non è la stessa cosa infatti per gli igienisti mangiare che "assorbire", vale a dire "assimilare" gli alimenti; mentre sembra loro che, invece, lo sia per i medici che solo consigliano di mangiare e piu si mangia meglio sarebbe.

Mangiare per loro significa pero "nutrirsi", cioè assimilare veramente ciò che viene ingerito e non solo ingerire. E questo non è possibile in un apparato digestivo che lavora male; se ha qualche lacuna, va riparato, i pezzi di ricambio sostituiti, ed è quello che farebbe appunto il digiuno. Per mezzo del processo di autolisi produrebbe quelle cellule sane rigeneranti dei tessuti, che provocherebbero alla fine il miglioramento da tutte le condizioni patologiche, fino alla loro completa scomparsa, a patto però che si "rispettino i tempi".

Come reagireste infatti voi se, dopo un prolungato periodo di riposo come può esserlo una lunga vacanza, vi rimettessero tutto d'un tratto giù sotto bruscamente a lavorare, e magari di lavori pesanti? Così allo stesso modo, secondo loro, gli organi digestivi vanno riabituati lentamente; altrimenti si può incorrere in seri rischi per la salute, allora sì il digiuno non sarebbe servito a niente.

La vera fame si avrebbe quindi, sotto quest'ottica, proprio quando si mangia allora (non quando si digiuna) in "tali condizioni": ossia nel mangiare tanto e/o di tutto senza però riuscire ad assimilare.

Durante i digiuni, anche quelli piu prolungati, la quasi totalità dei praticanti (e ricercatori -primo fra tutti Herbert Shelton-) affermano di non avere fame. E questo è spiegabile, per loro, solo nel concetto gia espresso prima. L'organismo si nutrirebbe delle proprie riserve in eccesso, di gran lunga maggiori a quelle asserite dalla scienza medica ortodossa. Ritornando ad avere "vera fame" quindi, solo quando le abbia esaurite; ma questo avverrebbe, come gia detto, solo molto piu in là del tempo previsto dai medici di patente. E, cosa piu importante, riuscendo però questa volta ad "assimilare" veramente il nutrimento.

La corretta ripresa alimentare

La pratica del digiuno malgestita sarebbe però, a detta degli stessi fautori del metodo, sarebbe molto più dannosa della malattia stessa che, forse, uno aspiri a superare tramite questa pratica. Infatti, un digiuno interrotto bruscamente, o portato avanti male (mangiucchiando ogni tanto per esempio), sarebbe estremamente dannoso.

I pericoli maggiori (in circostanze "normali", ossia in individui "non malati gravi") sarebbero comunque sempre e solo da riportare alla "buona interruzione" del digiuno stesso, ossia alla "corretta ripresa" alimentare.

Lo stomaco e l'intestino, infatti, ormai non più abituati a lavorare come prima, andrebbero riportati lentamente, non in modo brusco, alla loro attività. E questo tanto più "lentamente" quanto più "lungo" sia stato il digiuno.

Fra i sostenitori di Shelton, un digiuno corretto (ossia un digiuno totale con l'assunzione di sola acqua semplice), può essere portato avanti per mesi. Nei loro libri, gli autori parlano di casi di persone che lo avrebbero portato avanti addirittura per quattro o cinque. Quindi, per esempio, in un digiuno così lungo, bisognerà poi far passare almeno un paio di settimane ingerendo solo cibi liquidi, o semisolidi, o comunque morbidi, prima di cominciare a riprendere a mangiare come si era abituati prima. Mentre nei digiuni piccoli o di breve durata, si potrà ridurre questo tempo d'attesa a solo una settimana, o anche due o tre giorni.

Chiaramente anche molte altre critiche vengono rivolte alla digiunoterapia e ai praticanti della stessa, soprattutto dalla medicina ufficiale; a questa, i sostenitori rispondono che mancano loro le basi sperimentali per una vera critica. In altre parole, spesso e volentieri chi afferma che il digiuno sia negativo non avrebbe mai digiunato neanche un giorno solo in vita sua, né osservato un individuo digiunare.

Secondo Arnold Ehret

Secondo Arnold Ehret, invece, un digiuno portato all'eccesso ossia troppo lungo, non sono sarebbe dannoso, ma non servirebbe proprio e sarebbe un'inutile perdita di tempo oltre che dannoso. Secondo il suo 'concetto di "muco"', questa sostanza estranea verrebbe a ostruire i vari vasi sanguigni, che si restringono in estremo durante i digiuni prolungati; rallentando così la circolazione sanguignea non solo la "mucosità", ma anche tutti gli altri 'materiali di scarto' non potrebbero poi più essere eliminati convenientemente. Con disastrosi risultati ben immaginabili.

Ehret era favorevole sì al digiuno, ma a quelli corti, di breve durata; intercalati con un'opportuna dieta disintossicante proprio da questo "muco", il quale sarebbe il vero colpevole non solo della mala riuscita dei digiuni, ma anche della tossiemia in generale.

Solo in un corpo completamente libero da muco, ossia 'pulito' veramente da ogni qualsivoglia materia estranea e di scarto, un digiuno lungo secondo Ehret porterebbe allora sì, davvero vigore e giovamento. Altrimenti no. Sarebbe solo dannoso; tanto piu, quanto lo sia il grado di 'intossicazione' interna dell'organismo.

Secondo la Kousmine

Secondo il Dottor Breuss

Storia

La pratica del digiuno si perderebbe nella notte dei tempi, in quanto "istintuale": anche gli animali la praticano; ma il primo a parlarne in questi termini "terapeutici", e in un libro abbastanza esteso sull'argomento, sarebbe stato il dottor Herbert M. Shelton, nel suo libro: Il digiuno può salvarvi la vita, uscito nel Luglio del 1964 (Copyrighht by Hygiene Press).

A lui fanno riferimento praticamente tutti gli Igienisti, o per lo meno quelli fra loro (come per esempio il ricercatore già citato prima) che seguono la "corrente di pensiero" igienistica da lui iniziata. Altre infatti sono nate e esistono, in contrapposizione o complementari.

Una di queste, per esempio, prevede l'uso di argilla e/o altre sistematiche naturali in aggiunta alla pratica del digiuno, che non solo ed esclusivamente questo. Il digiuno totale e il processo di autolisi menzionato, assieme alle corrette combinazioni alimentari e a una sana alimentazione, non sarebbero infatti sufficienti, secondo alcuni (vedi per esempio Louis Kuhne, o Raymond Dextreit).

Solamente una vita sana a tutti gli effetti lo sarebbe; per questo altri autori evidenziano il ruolo essenziale che giocherebbero anche altri fattori, e rimedi naturali.

Critiche al digiuno e pericoli connessi

Fanatismo

Pur tuttavia è anche vero, purtroppo, che non mancano casi di "fanatismo" in tal senso; questo si denota (per lo meno in Italia) quando assistiamo per esempio alle tristi scene di "boicot" tra un "sistema" e l'altro; o quando vediamo la "mancata collaborazione" tra un macrobiotico per esempio, ed un igienista; o quando ancora, un igienista è convinto della totale e assoluta mancanza di utilità della medicina tradizionale (come anche di tutte le altre alternative) inneggiando al digiuno come unico "sistema supremo e miracoloso", in grado di fronteggiare a qualsivoglia tipo di disturbo o malattia.

Questo può anche essere vero, ma il "fanatico" che ragiona così dimentica quanto la regola stessa basica dell'Igienismo afferma: non esistono malattie ma solo malati, e in virtù di questo: a ogni singola persona corrisponde il suo proprio e giusto criterio, quindi, a scegliersi la terapia che "constata" per sè più conveniente.

Curiosità

  • Un famoso attivista politico rispondente al nome di Renè Andreani, ha fondato un metodo (omonimo) e sembra si sia dato e si stia dando molto da fare per la diffusione del Digiuno come terapia.
  • Il fondatore della Società Editrice Igiene Naturale era un miliardario che, dopo essersi guarito grazie a un digiuno, per anni si è dedicato alla divulgazione di una rivista gratuita sulla pratica igienistica che mandava a proprie spese alle principali istituzioni mediche, e di ricerca; è poi però, subitamente scomparso a causa di un incidente automobilistico. Non sono in pochi a pensare che sia stato un "incidente" premeditato, volto a bloccare la sua opera divulgativa.


Note

  1. testimonianza: http://curiosity2013.altervista.org/quello-che-i-media-non-vi-dicono-gli-avevano-dato-un-mese-dopo-7-anni-e-vivo-grazie-al-limone-perche-ci-nascondono-i-suoi-benefici/
  2. già dopo 30 secondi, va distrutta più della metà...
  3. The Hindu: Tamil Nadu / Coimbatore news:.! L'economia di successo
  4. (G. F. Cahill Jr. Starvation in man. Clin. Endocrinol. Metab. 1976 Jul, 5(2), 397-415.)
  5. (T. T. Aoki. Metabolic adaptations to starvation, semistarvation, and carbohydrate restriction. Prog. Clin. Biol. Res. 1981, 67, 161-77.)
  6. (R. L. Veech; B. Chance; Y. Kashiwaya; H. A. Lardy; G. F. Cahill Jr. Ketone bodies, potential therapeutic uses. Unit on Metabolic Control, LMMB/NIAAA, Rockville, Maryland, USA IUBMB Life. 2001 Apr, 51(4):241-7; G. F. Cahill Jr.; R. L. Veech. Ketoacids? Good medicine?. Unit on Metabolic Control, LMMB/NIAAA, Rockville, Maryland, USA Trans Am Clin Climatol Assoc. 2003, 114: 149-61.)



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