Praticare il Metodo Kousmine

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Voce principale: Metodo Kousmine (articolo).


esempio di testo

Il metodo Kousmine non cura le malattie. È un'affermazione paradossale, ma vera. Il metodo Kousmine cura il corpo: nel suo insieme.

L'applicazione generale del metodo Kosmine, è perciò identico per tutte le malattie, salvo varianti iniziali nella dieta per casi particolari.

Indice


La sua elevata efficacia, che permette di affrontare malattie inguaribili, si manifesta però soltanto quando applicato con completezza e rigore. Per superare i sacrifici che comporta (soprattutto all'inizio) è importante assumere un atteggiamento nuovo, positivo.

È lo stesso atteggiamento che la vita ci richiede ogni volta che ci pone di fronte ad una situazione nuova, che comporta fatiche e decisioni difficili. C'è chi le affronta.. fuggendo, cioè chiudendosi in sterili lamenti, in rifiuti bambineschi a guardare in faccia la realtà: sono quelli che saranno sconfitti. C'è chi, invece, accetta la sfida della prova, crede che sia possibile dar senso alla vita affrontandone il disagio e accetta di vivere la nuova situazione, con tutte le sue difficoltà, come un'avventura: sono quelli che ce la fanno, che riescono a far rinascere speranze vigorose, che alimentano non solo lo spirito ma anche la salute del loro corpo.


Il metodo Kousmine diventa difficilissimo solo per quelli che sono chiusi nelle loro abitudini e non vogliono metterle in discussione: lo vedranno come una serie di sacrifici pesanti ed inaccettabili e di rinuncie a cose irrinunciabili.


Basta invece, cambiare lo spirito con cui lo si vive: vederlo come un cambiamento che porta, a:

  • una maggiore libertà da modelli di comportamento a cui eravamo abituati;
  • una scommessa con se stessi che ci permetterà anche di raggiungere
    • una maggiore forza di volontà e una personalità più libera;
    • una maggiore qualità della vita, sia sul piano della salute che su quello della serenità interiore;
    • la sperimentazione di nuovi cibi, di nuove abitudini, e, attraverso tutto ciò, di uno stato di benessere fisico difficilmente raggiungibile in altro modo;
  • Nutrire i bambini, fin dallo svezzamento, secondo il Metodo Kousmine, il che li rende particolarmente forti e resistenti agli attacchi delle malattie.


Iniziare per gradi

L'alimentazione Kousmine va iniziata gradualmente; oppure, dopo un digiuno di 6 giorni.


Iniziare bruscamente un cambio alimentare, può creare:

  • eccesso di gas intestinale,
  • addome gonfio,
  • lingua bianca,
  • fenomeni di inappetenza.


La progressione del cambiamento, se non viene fatto il digiuno, può essere la seguente:

  • Ricostruzione della flora batterica intestinale, secondo le indicazioni del vostro medico;
  • Da subito diminuzione drastica dei grassi saturi: eliminazione delle carni bovine, eliminazione degli insaccati, diminuzione dei latticini (solo yogurt magro e poco latte scremato non a lunga conservazione = 150 cl al massimo);
  • Introduzione da subito dell'olio extravergine di oliva spremuto a freddo come unico condimento oltre ad un cucchiaio di olio di girasole bio spremuto a freddo
  • Fate una colazione abbondante a base di frutta e una proteina (yogurt, tofu o ricotta molto magra): Se non siete abituati ad una colazione abbondante, aumentate gradualmente fino ad arrivare a regime ottimale. La colazione ideale è la crema Budwig;
  • Aumentate gradualmente le verdure crude e cotte;
  • Introducete gradualmente i legumi: dapprima in piccole quantità e a giorni alterni, poi in quantità maggiori;
  • Introducete gradualmente i cereali integrali: cominciate con riso semintegrale e con piccoli quantitativi di farro, orzo, ecc. nelle minestre; proseguite introducendo due volte alla settimana il riso integrale; passate dopo un paio di settimane ad usare solo cereali integrali.
  • Diminuite pasta e soprattutto pane; usate solo prodotti lavorati in modo naturale (pane biologico, possibilmente lievitato a pasta acida e pane biologico integrale).


Punti del metodo

Il metodo kousmine è compatibile con tutte le cure mediche normali.


Controllo dell'acidità

Controllate l'acidità delle vostre orine mediante un misuratore del pH (cartina di tornasole). La misurazione va fatta per almeno 15 giorni, tre volte al giorno: la seconda orina del mattino, prima di pranzo e prima di cena. Segnate attentamente su tre colonne le misurazioni effettuate e sottoponetele al giudizio e ai consigli del vostro medico kousminiano.

Se l'orina è molto acida, potrà essere necessario ricorrere ad un deacidificante. Ricordate però che la migliore regolazione dell'acidità dell'organismo avviene attraverso una corretta alimentazione, soprattutto diminuendo zucchero e proteine animali.


Igiene intestinale

La pratica dell' igiene intestinale mediante gli enteroclismi, non può essere trascurata senza compromettere l'efficacia del metodo kousmine. Il ritmo normale, salvo diversa indicazione medica, è quello di due volte alla settimana.

La pratica dell'idrocolonterapia – più efficace degli enteroclismi – non sostituisce questi ultimi se non per breve tempo. Dopo una decina di giorni dall'idrocolonterapia, gli enteroclismi dovranno essere ripresi. In caso di urgenza o di difficoltà, possono essere fatti anche soltanto con acqua calda. L'olio di girasole deve essere sempre messo dopo ogni pulizia intestinale.


Gli enteroclismi con camomilla

In caso di malattie gravi (tumori, sclerosi multipla, ecc.) è importante praticare, due volte alla settimana, degli enteroclismi (fatti con 1 litro e mezzo o due litri di camomilla; naturalmente nei bambini la dose deve essere proporzionalmente ridotta). La pratica degli enteroclismi, anche se gravosa, è un aiuto essenziale nella fase acuta della malattia e, comunque, all'inizio della cura. È comunque di grande utilità per tutti quelli che decidono di cambiare la propria alimentazione. La dottoressa Kousmine non accettava di seguire malati che non praticassero regolarmente gli enteroclismi.

La camomilla, va preparata con circa 5 bustine, lasciate in infusione finché la tisana si raffreddi alla temperatura adatta (38°-39°).. Va poi immessa nell'apposito apparecchio (che potrete acquistare per pochi euro in farmacia), che va appeso a un paio di metri di altezza. Si svuota il tubo dall'aria, si richiude il rubinetto, ci si mette in ginocchio accucciati a terra, con la testa e il busto il più bassi possibile. Si introduce il beccuccio nell'ano e si riapre il rubinetto. Il liquido deve entrare tutto: se si sente l'impulso irrefrenabile di una evacuazione, dopo aver provveduto, occorre riboccare ancora il liquido ad un litro e mezzo.

Se non si introduce tutto il litro e mezzo, non si perviene ad un lavaggio efficace del colon. Può accadere che la discesa del liquido si blocchi: è opportuno in questo caso massaggiare la pancia con movimenti energici, come se si impastasse, per smuovere le anse dell'intestino e staccare eventuali fecalomi.

Dopo che il liquido è stato interamente introdotto, avviene la defecazione, che deve essere completa. Appena l'intestino si è calmato dopo l'evacuazione, procedete all'introduzione dell'olio di girasole.

L'introduzione di olio di girasole biologico spremuto a freddo, è sempre necessario per un risanamento completo delle pareti intestinali. La quantità: 4 cucchiai = 60 ml . Il modo: mediante una peretta da bambini; o, meglio, una siringa da 100 ml, (ovviamente priva di ago!). Dopo un po' di enteroclismi, potrebbe essere necessario ridurre la quantità di olio (anche a 10 ml). Può essere opportuno, almeno per le prime volte, mettere dopo l'introduzione dell'olio di girasole un pannolone, per evitare che eventuali piccole perdite di olio macchino i vestiti o le lenzuola (normalmente non accade, ma talvolta è successo).

Normalmente, una cura efficace dura da 2-4 mesi, nei casi leggeri, e.. fino a 2 anni, nei casi più gravi. Gli enteroclismi vanno comunque ripresi, anche a malattia stabilizzata, di fronte a rischi di attacchi (cambio di stagione, stress, attacchi influenzali, ecc.). Può accadere che gli enteroclismi affatichino molto o provochino costipazione: avviene soprattutto nel caso di sclerosi multipla, se la malattia è avanzata. In questo caso conviene diminuire la frequenza a una volta alla settimana o ogni dieci giorni, per aumentare poi progressivamente quando l'intestino si è stabilizzato

Gli enteroclismi sono una pratica adatta anche per persone sane, ogni volta che interviene qualche fattore che disturba il normale funzionamento dell'intestino o in presenza di malesseri ricorrenti. È comunque opportuno, per tutti, praticarli qualche volta all'anno; preferibilmente in cambio stagione.


L'idrocolonterapia

Un lavaggio intestinale più completo e accurato può essere attuato mediante l'idrocolonterapia. È un lavaggio praticato in ambulatorio, mediante apparecchi altamente specializzati, che permettono anche l'osservazione dei prodotti di scarico durante l'evacuazione. L'idroterapia del colon è adatta soprattutto per i malati che non possono praticare gli enteroclismi; ma è importante anche per gli altri, quando ci troviamo di fronte ad un intestino particolarmente "sporco". Abbiamo avuto casi di malati che hanno avuto miglioramenti significativi anche dopo una sola applicazione.

Oggi in Italia si sono diffusi gli ambulatori di idrocolonterapia, con un abbassamento dello standard qualitativo. Affidatevi solo a centri che hanno una lunga esperienza, gestiti da personale affidabile. Personalmente preferisco quelli che fanno una pulizia accurata e radicale in una sola seduta (e ricorrono a sedute successive solo in casi di intestini in cattive condizioni) a quelli che propongono più sedute ravvicinate. Ma, nella maggior parte degli ambulatori, si praticano metodiche diverse ugualmente accettabili.


Il lavaggio intestinale con brodo salato

Chi non riesce a fare gli enteroclismi, può sostituirli con un altro metodo più agevole, anche se meno efficace.


Si fa bollire un litro d'acqua con verdure (2-3 minuti), possibilmente biologiche (per es. una piccola cipolla, una costa di sedano, una carota, una piccola rapa o un pezzo di cavolo); si aggiungono due cucchiai di sale marino, non raffinato; si lascia raffreddare fino a quando la temperatura permette di berlo; poi, lo si beve tutto in un quarto d'ora (è importante che sia ancora caldo). Qualcuno trova il brodo vomitevole: dipende dai gusto personali, personalmente lo trovo solo molto salato.


Attenzione! Il brodo salato può provocare vomito acuto!! Non fatelo se siete malati gravi, o stitici cronici!!! O comunque, se sospettate di avere un'occlusione grave all'intestino.

Si ottiene solitamente l'evacuazione dell'intestino entro pochi minuti.

È meglio fare questa tecnica a digiuno.

È raccomandabile farla seguire da un piccolo clistere di olio di girasole (come per gli enteroclismi) o dallo sciacquo della bocca con olio (vedi sotto).

È assolutamente controindicata agli ipertesi, a soggetti a terapia cortisonica, ai cardiopatici, e ai malati gravi o fortemente stitici come già detto.


Sciacquo della bocca con olio di girasole (Oil pulling)

Sono molto utili gli sciacqui della bocca [1] con un cucchiaio di olio [2] di girasole spremuto a freddo: devono esere fatti a digiuno (al mattino, o prima dei pasti). Bisogna "agitarlo" a lungo in bocca, risucchiandolo tra la lingua e tra i denti, per una ventina di minuti (comunque non meno di un quarto d'ora). Poi va sputato completamente (attenzione a non ingoiarlo: contiene residui tossici) e ci si deve sciacquare la bocca e lavare i denti. Il segno che la tecnica è riuscita, è il colore dell'olio: deve essere biancastro. Se è ancora giallo, significa che il lavaggio non è durato a sufficienza.

È una pratica che si può ripetere anche due o tre volte al giorno, soprattutto in caso di malattie acute. Non sostituisce però gli enteroclismi!

Per chi ha problemi di respirazione: può sostituirlo con il raschiare il palato a bocca aperta, con uno strumento idoneo. L'ideale sarebbe: una piccola spatola in legno.


Il digiuno

La dottoressa Kousmine consiglia di iniziare la dieta con un digiuno di sei giorni, accompagnato da enteroclismi quotidiani. Serve a svuotare completamente l'intestino e prepararlo a rinnovare la sua flora batterica; ed anche a simolare l'organismo, depurandolo nello stesso tempo da intossicazioni e acidità. Proprio quest'ultimo aspetto può far sì che durante il digiuno possano riemergere dolori o sintomi di attacchi precedenti della malattia: non sono segnali negativi, ma solo normali manifestazioni della trasformazione che il digiuno opera nell'organismo.

Il digiuno iniziale deve essere praticato da tutti i malati di malattie gravi, tranne quelli a cui è sconsigliato dal medico. È più facile di quanto ci si immagini.


Durante il digiuno

Il digiuno kousminiano non è totale.
Il paziente è invitato a consumare:

  • 3 bicchieri da 200 cl di succhi freschi (non frullati!) di frutta o verdura al giorno, oppure (nei pazienti più sani) solo acqua (almeno un litro e mezzo, non gasata. Bisogna bere molto, ma senza esagerazioni).
  • Si può aggiungere all'acqua del succo di limone (meglio se spremuto sul momento).


Esempio:

un bicchiere da bibita (200 cc) di succo di frutta fresco a colazione;
altrettanta quantità di succo di verdure a mezzogiorno;
altrettanto di succo di frutta o succo di verdure alla sera;
acqua in quantità leggermente più abbondante del normale (circa 2 litri);
Avvertenza: i succhi devono essere freschi (appena spremuti) e senza polpa. Se non avete la centrifuga, potete usare spremute di arancia o pompelmi, per tutte le tre dosi giornaliere.

Durante il digiuno, praticare:

  • il risanamento della flora intestinale.
  • Evitate lavori faticosi. Limitare le attività fisiche stressanti. Il lavoro normale può essere continuato ed è opportuno fare esercizi fisici, tipo camminate o una ginnastica moderata;
  • Due giorni prima del digiuno, è meglio passare ad una dieta vegetariana, ricca di fibre.
  • praticare enteroclismi secondo le prescrizioni del metodo (vedi): almeno nei primi tre giorni;
  • sospendere l'assunzione di medicinali: consultate il vostro medico a proposito. Unica eccezione possibile: vitamine antiossidanti (C, A, E) ed eventualmente antiacidi nel primo giorno, se l'acidificazione dell'organismo dovesse rivelarsi eccessiva (in digiuno, vi è quasi sempre un aumento dell'acidosi).


Digiuno con sola acqua

L'esperienza ci dice che, è più utile e quasi sempre più facile fare il digiuno di sola acqua.

L'organismo entra completamente in stasi digestiva, entro due-tre giorni, e si dedica più efficacemente alle attività depurative. Il passaggio alla fase della neoglucogenesi (il tipo di alimentazione del cervello durante il digiuno ottimale) avviene prima e più efficacemente. E' però anche vero che, la prima volta, per ragioni psicologiche, il digiuno come consigliato dalla Kousmine può essere emozionalmente più agevole.

Sempre l'esperienza, ci porta a suggerire che, il digiuno, debba essere preceduto da un paio di pasti ricchi di fibre: meglio se a base di soli ortaggi, pochi cereali integrali con un po' di pesce; può essere utile aggiungere dei supplementi di fibre: crusca di avena e estratti di Psyllio.

Stimolare l'evacuazione, se non avviene spontaneamente nel primo giorno di digiuno.

Normalmente, lo stimolo della fame cessa a partire dal secondo giorno, o, al massimo, all'inizio del terzo. Un digiuno di questo tipo è facilmente tollerabile e, negli individui di peso normale, può essere effettuato anche senza controllo medico, quando non ci sono complicazioni cardiocircolatorie o renali. Negli ultimi due giorni, è opportuno ridurre il ritmo giornaliero, riposando di più alla sera, anche se la nostra esperienza ci ha segnalato numerosi casi di persone che hanno proseguito le attività normali senza sentirne conseguenze. Maggiore cautela deve essere osservata con persone sottopeso, sofferenti di disturbi cardiocircolatori ed altre patologie che indeboliscono fortemente l'organismo: prescrittivo, in questi casi, è sempre il consiglio di un medico.


Dopo il digiuno

Dopo il digiuno non si può tornare immadiatamente all'alimentazione normale, ma occorre qualche settimana di regime alimentare speciale:

  • l'ultima sera di digiuno mangiate una mela, poco prima di andare a letto

nella prima settimana:

  • primo giorno, dopo il digiuno: una mela a colazione, insalata di verdure miste con olio e limone a pranzo e cena.
  • Altri giorni, della prima settimana: frutta a colazione, verdure come sopra a pranzo, frutta e verdure come sopra a cena. Tra le verdure, evitate i pomodori.
  • Negli ultimi due giorni, della prima settimana introducete un po' di pesce cotto al vapore (80 gr c.) a mezzogiorno

nella seconda settimana:

  • crema Budwig a colazione (mezza porzione nei primi due giorni), senza latticini;
  • riso integrale a pranzo con verdure crude e cotte con olio e tamari o limone; pesce al vapore (100 gr) e un paio di volte uovo alla coque;
  • verdure crude o cotte a cena, anche in minestra.
  • Negli ultimi due giorni introducete un po’ di legumi ben cotti.

nella terza settimana,

  • come nella seconda, continuando ad evitare carne e latticini, che reintrodurrete gradualmente nella quarta settimana;
  • riso integrale a mezzogiorno e piccoli quantitativi di farro, orzo, ecc. nelle minestre della sera;
  • passate dopo un altro paio di settimane ad usare solo cereali integrali.


Chi pratica già abitualmente l'alimentazione del metodo Kousmine, può dimezzare i tempi sopra riportati. Se praticavate già regolarmente l'alimentazione del metodo Kousmine, inoltre, potete usare direttamente riso integrale, invece che semintegrale, fin dall'inizio.

Il digiuno va ripreso in caso di attacco acuto della malattia, in forma totale o più abbreviato, a seconda della gravità dell'attacco.


L'alimentazione: i Pasti

L'alimentazione è al primo posto nella pratica del metodo. Nessun altro pilastro sarà sufficiente se non sarà praticata con accuratezza l'alimentazione indicata dalla dottoressa Kousmine.

Per la colazione, la proposta è la crema Budwig.
Per gli altri due pasti della giornata, scegliete i menù, utilizzando i seguenti criteri guida:

Curate che il pasto della sera sia il pasto più leggero. Sappiamo che questa regola è difficile da praticare per chi non torna a casa nella pausa del lavoro: nel caso siamo costretti a fare della cena il pasto principale, distanziamola molto dal momento di andare a letto, anticipandola il più possibile.

Preoccupatevi di utilizzare una grande varietà di alimenti. Poiché è difficile e faticoso calcolare con cura l'equilibrio dei vari componenti della nutrizione, solo una grande varietà di nutrienti diversi (soprattutto cereali, legumi, verdure) può garantire un buon equilibrio alimentare. È pericoloso - perché si rischia la carenza di qualche nutriente fondamentale - cibarsi sempre dello stesso cereale o di poche verdure sempre uguali. I fanatici di pastasciutta e insalata dovrebbero gradualmente scoprire la bontà di riso, farro, miglio, orzo, avena, grano saraceno ecc.; e di cavoli, finocchi, carote, carciofi, cardi, barbabietole, zucche, ecc. In Italia per fortuna possiamo trovare una varietà incredibile di proposte.

Soprattutto con i legumi, andate alla scoperta di nuove possibilità. L'equilibrio di aminoacidi essenziali varia molto da una specie all'altra. Vi sono famiglie che non sanno uscire dall'uso di pochi legumi: fagioli, piselli... Scoprite fave, ceci, cicerchie, i diversi tipi di lenticchie, la varietà sconfinata di fagioli, soia gialla, azuchi, soia verde.

Sperimentate nuovi alimenti - come l'amaranto o la quinoa, ma anche i derivati della soia , il seitan e le alghe - che non appartengono alla nostra tradizione, ma ormai si trovano in tutti i negozi biologici.

Curate molto il gusto e la presentazione: si mangia anche con gli occhi e con il cervello...! Che tristezza vedere presentare come "biologici" piatti sciatti e scotti, che allontanano il desiderio di cibo. È meglio proporre un piatto unico ben curato e saporito che menù di molte porzioni mal preparate.

Iniziate il pasto con frutta non troppo dolce o verdure in foglia. Sono facilmente assimilabili, diminuiscono lo stimolo della fame.


La base: i cereali
Gli elementi fondamentali di ogni pasto, saranno spesso cereali e legumi. La proporzione ideale è, più o meno, quella di un terzo di legumi e due terzi di cereali (tranne che per la soia: rapporto un quarto - tre quarti). Per esempio, se calcoliamo come piatto unico per una uomo di corporatura media un piatto con 120 gr di ingredienti, saranno 80 gr di cereali (per es. riso) e 40 gr. di legumi (per es. fagioli).

Diamo ora qualche indicazione più concreta sui pasti principali, mescolando consigli e prescrizioni. Chi ha solo un breve intervallo per il pranzo e deve lavorare "sodo" al pomeriggio, può — contrariamente alle indicazioni date dalla Kousmine e riportate sopra — invertire pranzo e cena, consumando un pranzo più frugale. In questo caso, conviene anticipare la cena in modo da distanziarla opportunamente dal riposo notturno.


Crema Budwig ("colazione da re")

Costituisce un pasto completo, ricco di vitamina F, delle vitamine e degli zuccheri semplici della frutta e delle auxine e dei carboidrati dei cereali integrali crudi. Non richiede cottura ed è ben tollerata da tutti, ammalati compresi. Si può prendere con tè leggero o, meglio, con infusi di cereali tostati o di erbe o frutta. Se non è possibile prepararla a colazione, gli elementi che la compongono vanno presi (anche separatamente) durante la giornata. Il vantaggio della crema Budwig è il garantire ogni giorno, la presenza di questi componenti essenziali della dieta. È difficile fare equilibratamente la dieta del metodo Kousmine senza assumere, ogni giorno, questa crema.


Ricetta originale (tratta dal libro):

In una tazza mettete 4 cucchiaini di yogurt, aggiungete 2 cucchiaini d'olio di lino e sbattete fino ad ottenere un impasto cremoso. Aggiungete il succo di mezzo limone, una banana ben matura schiacciata oppure del miele, uno o due cucchiaini di semi oleosi appena macinati (a scelta: di lino, girasole, sesamo, mandorle, noci o nocciole, ecc.), 2 cucchiaini di cereali completi, appena macinati e crudi (potete scegliere tra avena, orzo mondo, riso integrale) e diverse qualità di frutta fresca.

Per poter macinare i semi oleosi e i cereali è necessario un macinacaffè elettrico, proprio perchè la lama deve essere sufficientemente resistente (in metallo o in plastica spessa) per poter sminuzzare i cereali. Occorre sbattere l'olio di lino con molta forza per farlo completamente emulsionare e incorporare allo yogurt, in questo modo perde di sapore, si stempera e diviene facilmente assimilabile. In mancanza di olio di lino, usare olio di girasole o di germe di grano.

Vi sono alcuni che preferiscono consumare i vari alimenti della crema Budwig separatamente, quindi mangiando la frutta, le noci, i cereali crudi e i semi oleosi preferibilmente a colazione e l'emulsione di olio di lino nello yogurt spalmata sul pane con del Cenovis (estratto di lievito) in un altro momento della giornata. Un simile procedimento non crea alcun inconveniente. Va infine precisato che inserire la crema Budwig in un tipo di alimentazione sbagliata non serve per ritrovare la salute.

Un'altra nota importante:
Occorre saper che, chi soffre di stipsi, deve preferire il lino agli altri semi oleosi e l'avena agli altri cereali.


Varianti moderne
  • l'aggiunta del tofu, della ricotta, o del rosso d'uovo, al posto dello yogurt; oppure: la proteina isolata di soia senza zuccheri aggiunti.


Elementi di base
  • frutta di stagione + limone -MELA-
  • cereali crudi (sminuzzati) -AVENA-
  • semi oleosi (frutta secca, sminuzzata) -LINO-
  • proteine (di qualità) -SOIA ISOLATA-
  • zuccheri naturali (banana, o miele biologico)
  • olio (lino, girasole, germe di grano)


Pranzo ("da principi")

È opportuno, iniziare il pasto con verdure crude; anche la frutta è meglio assumerla prima dei pasti: la digestione ne risulterà facilitata. Ottimi anche i cetrioli ad acidità naturale, che è possibile preparare in casa (vedi scheda). Se si usa frutta, va presa un quarto d'ora o più, prima dei pasti: comunque, mai dopo i pasti (mentre può essere assunta opportunamente a merenda.

Cereali integrali biologici: cotti in minestra, o bolliti e conditi con olio crudo e aromi.

Verdure cotte, prevalentemente a vapore e il più brevemente possibile. Ottimi i crauti naturali fermentati, non troppo cotti. Verdure o cereali (ma anche leguminose e carni) vanno conditi con gli oli indicati, sale marino (o alghe, se gradite) e limone (o, meno bene, aceto di mele). Si possono aggiungere spezie (timo, curry, cipolla, aglio, cumino, peperoncino, ma.. Non pepe!), tamari o shoiu (salse di soia bio), gomasio (semi di sesamo tostati con sale marino, macinati).

Alcune verdure cotte (zucca, patate, radici tipo scorzonera ecc.) possono talvolta sostituire il piatto di cereali.


Proteine:

  • leguminose cotte a fuoco lento (lenticchie, ceci, fagioli, fave, cicerchie, piselli, soia)
  • pesce
  • uova (alla coque o al tegame, evitare frittate)


più raramente,

  • formaggio bianco molto magro, ricotta magra (inferiore all 8% di grassi)
  • carne in quantità moderata (tacchino, pollo, coniglio, struzzo, cavallo, capretto. Escludete la carne bovina).


Proteine e Gruppo sanguigno

Le proteine animali vanno assunte con moderazione, verificando sul vostro personale metabolismo le seguenti indicazioni:

per il gruppo sanguigno 0 = una volta al giorno, di cui almeno tre volte alla settimana pesce. Al massimo due uova alla settimana. Niente latticini salvo un uso moderato di yogurt magro biologico;
per il gruppo A = tre volte alla settimana, preferibilmente pesce. Poche uova. Niente latticini salvo un uso moderato di yogurt magro biologico;
gruppo B e AB = tre volte alla settimana, preferibilmente pesce. Negli altri giorni uova (anche 4 alla settimana), formaggi magri e yogurt magro.
È meglio consumare, un solo tipo di proteine per pasto, soprattutto se si tratta di proteine animali: vi accorgerete meglio di eventuali intolleranze.


Cena ("da poveri")

La cena, sia molto più frugale del pranzo: con verdure crude e minestra di cereali, cotti o crudi, tritati a freddo in zuppe di verdura con legumi; o anche solo (soprattutto per gli anziani), frutta fresca con uno yogurt magro, o una macedonia di frutta fresca con semi oleosi (noci, nocciole, mandorle) e cereali macinati di fresco. La cena, deve essere consumata almeno tre ore prima di andare a letto: in caso di cena copiosa, la flora batterica intestinale si moltiplica e può causare incubi notturni, meteorismo, alitosi, lingua patinata e inappetenza al mattino successivo.


Altro


Bevande:

  • acqua naturale (o aromatizzata con spremute fresche di frutta); tisane. Ricordatevi di bere molto durante la giornata, ma meglio se lontano dai pasti (un litro e mezzo al giorno, anche 2 nei periodi caldi).
  • Una pratica importante è iniziare la giornata bevendo a digiuno un bicchierone (circa 250 cc) di acqua tiepida.
  • È possibile, fuori dalla malattia, consumare mezzo bicchiere di vino rosso al pasto.


Per una eventuale merenda, consumare: frutta secca o fresca; yogurt magro con una fetta di pane casereccio...


Come cucinare

non è solo la tecnica di preparare i cibi. E' fantasia, socialità, arte e - soprattutto - capacità organizzativa.

La socialità ci permette di incontrare, anche solo per telefono, altre persone e scambiare ricette, impressioni, tecniche di cottura e, soprattutto, tanta umanità.


Mi fermo invece un attimo su quella che ritengo essere la parola chiave della cucina: organizzazione.

Ci sono persone che impiegano un tempo spropositato a cucinare. E, quando tentano di passare al Metodo Kousmine, franano in una incapacità che sembra senza speranze. Sono quelli che mi dicono: "Non ce la faccio, ho un ritmo di lavoro pazzesco, ci vuole troppo tempo" oppure "Ho i bambini piccoli, non ci riesco" e mille altre scuse. Che scuse non sono, sono realtà. Perché veramente queste persone non ce la fanno.

Ma non perché mancano di tempo, perché mancano di organizzazione.


Dobbiamo imparare lentamente ad organizzare il nostro cucinare, studiando cosa va fatto prima e cosa va fatto dopo, come preparare contemporaneamente più cibi, cosa anticipare del pranzo importante del giorno dopo... ecc.

E' uno stile che si impara lentamente. Se si vuole, se ci si impegna. Ci accorgeremo così che cucinare in modo nuovo con il metodo Kousmine può essere perfino più rapido che cucinare alla vecchia maniera.

A meno che la vecchia maniera fossero i cibi già precotti e surgelati. Perché allora non c'è proprio speranza...


Cottura e ricette

Evitate di cuocere troppo le verdure: anche quelle cotte dovrebbero risultare ancora leggermente croccanti.

Evitare alimenti troppo cotti; possono consumarsi crudi anche: zucchine, fagiolini, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolfiori, rape, spinaci, ecc.

Meglio crudo o semicrudo, piuttosto che molto cotto.


  • mai friggere: preferire la cottura al cartoccio piuttosto che i sughi, i brasati, o gli umidi;
  • privilegiare la cottura al vapore.


I germogli dovrebbero essere mangiati crudi, mescolati alle insalate. Per il gusto, è bene mescolare germogli più insipidi (soia verde, ecc.) e germogli più saporiti (senape, crescione, ravanello, ecc.). Possono anche essere passati pochi minuti (2 o 3) al vapore, metodo consigliato per i germogli di legumi. Questi ultimi possono anche essere aggiunti ai cereali negli ultimi minuti di cottura.

I germogli sono ricchissimi di vitamine, sono facili da coltivare anche in casa. Preferite i germogliatori di plastica alimentare a quelli di terracotta o, peggio, di bambù: sono meno fragili, più facili da pulire e quindi più igienici.


La cottura dei cereali

I cereali usato nel regime alimentare del metodo Kousmine sono, come più volte detto, integrali. Errate tecniche di cottura dei cereali integrali sono alla base di molte afermazioni del tipo "A me i cereali integrali non piacciono" o "Io non li digerisco" o "Sono troppo duri da masticare". I metodi per cuocerli sono molti: cercherò di dare il più semplice.

L'ammollo

Alcuni cereali vanno ammollati, altri no, per altri ancora è facoltativo.

Ecco una tabella per i principali cereali con

Cereale = il tipo di cereale considerato: si intende sempre integrale
ammollo? = se si deve o no ammollare
tempo di ammollo = il tempo in ore in acqua tiepida di partenza e in luogo non freddo
liquido di cottura senza ammollo = la quantità di acqua per cuocerli se non sono stati ammollati
il liquido di cottura è indicato in parti per cereale. Per es. 2 significa due parti di acqua per una parte di cereale (due bicchieri di acqua per un bicchiere di cereale)
liquido di cottura con ammollo = la quantità di acqua per cuocerli se sono stati ammollati. Il liquido di cottura è indicato in dita: indica di quante dita l'acqua della pentola deve superare il livello del cereale nella pentola. L'indicazione vale per quantitativi non troppo piccoli (superiori ai 4 etti). Per quantitativi inferiori, diminuire un poco l'acqua.
tempo di cottura = il tempo totale di cottura reale in minuti, a cui si devono aggiungere almeno 5 minuti di riposo in pentola coperta. I tempi di cottura sono dati per la pentola normale, coperta. Per la pentola a pressione i tempi sono più o meno dimezzati, ma dipendono dalla marca (sperimentate...); in questo caso anche il liquido va diminuito.
I tempi e le quantità vanno verificate per il tipo di cereale e il tipo di fiamma che usate.

File:Ammollo cereali.jpg

Sciacquare il cereale se è stato ammollato. Mettere il cereale con l'acqua in una pentola d'acciaio o antiaderente. Portare a bollore a fuoco vivace. Appena comincia a bollire abbassate al minimo la fiamma, in modo da far fremere appena l'acqua. Portare a termine la cottura a pentola coperta per il tempo prescritto. Al termine nella pentola dovrà restare pochissima acqua che verrà riassorbita nei cinque minuti finali di riposo a pentola coperta. Le misure consigliate per l'acqua sono solo indicative: piccole variazioni in più o imn meno dipendono dalla varietà del cereale dalla stagionatura, dal tipo di acqua (più o meno dura). Se risultasse troppa acqua finale, riducetela rapidamente a fuoco vivo. La tostatura indispensabile per i cereali tipo miglio (ma può essere fatta anche per il riso) viene effettuata a fuoco medio in una pentola di acciaio inox per 5 minuti circa, rimestando continuamente con una spatola di legno.


Terminata la cottura il cereale può essere servito:

  • condito con salse come quelle indicate nelle nostre ricette
  • o come contorno di ragù di verdure o di carni
  • o con umidi di legumi
  • o semplicemente condito con olio extravergine di oliva e spezie (origano, peperoncino, tamari, shoiu, ecc.)


Metodi di Conservazione dei cibi


Si conservano abbastanza bene in frigorifero, in recipienti chiusi:

  • per tre giorni i cereali cotti;
  • per tre giorni le carni cotte;
  • per due giorni il pesce cotto;
  • per due giorni le verdure cotte.


L'essiccamento

Molte verdure e frutta si conservano bene anche per essiccamento. Fanno eccezione quelli troppo acquosi. Solo nel sud è consigliabile l'essiccamento direttamente al sole o all'ombra in zona calda e asciutta. Nelle altre regioni è meglio usare un essiccatore: ce ne sono in commercio di pratici ed economici.

Il vantaggio dell'essiccazione è dato dallo scarso peso - quindi dal facile immagazzinaggio - dei prodotti: non richiedono freddo ne grandi precauzioni se non quello di conservali poi in luoghi asciutti e bui, al riparo da insetti. Personalmente li conservo in sacchetti sottovuoto.

Lo svantaggio è solo in alcuni casi il netto cambiamento di gusto. Non sempre è, infatti, così: la frutta, per esempio, assume un gusto piacevole ed è facilmente trasportabile (è mia compagna, assieme ai semi oleosi, nelle escursioni in montagna…), la verdura acquista un gusto più intenso anche dopo la reidratazione (pensate ai funghi!) e può essere gradevolmente mescolata alla verdura fresca in minestre o sughi. Un esempio per tutti: il gusto originale e intenso dei pomodori secchi.


Conservazione sotto vuoto, con sterilizzazione

È la tecnica più usata e ben conosciuta. Si usano vasi con coperchio ermetico che si sterilizzano in acqua bollente per un tempo proporzionato alla grandezza del vaso (da 20 minuti ad un'ora. Classica per la conservazione di pomodori a pezzi o in salsa, può essere usata benissimo per conservare pesce, carni, verdure.

Qualche suggerimento:

tranci di pesce di dimensioni poco inferiori al vasetto possono messi chiusi nel vaso, con aromi a piacere. Si chiude il vaso e lo si sterilizza completamente coperto d'acqua per 40 minuti. Lasciate nell'acqua finché diventi quasi fredda e riportate a bollore per altri 5 minuti. Lasciate raffreddare nell'acqua. Pesci adatti: tonnetto, sgombro, anguilla, ecc. Con la stessa tecnica si possono conservare carni bianche tipo coniglio, tacchino, ecc.

Tutte le verdure si conservano bene in vaso. Squisite per esempio le carote messe crude nel vaso e sterilizzate come sopra, con aggiunta di prezzemolo e erbe aromatiche.

Con la stessa tecnica si possono conservare minestroni già preparati, senz'olio. Il minestrone bollente, appena preparato, può essere messo direttamente nei vasi preriscaldati e chiuso ermeticamente, senza ulteriori sterilizzazioni.

Tutti i recipienti vanno conservati rigorosamente al buio. Controllateli di tanto in tanto e gettate quelli che eventualmente presentassero segni di rigonfiatura del coperchio.


Conservazione con lo zucchero


È la classica confettura o marmellata. Non mi soffermo sulle modalità e le quantità, perché ci sono un sacco di libri sull'argomento. Dal punto di vista nutrizionale tenete presente:

  1. meno cuocete le marmellate, più rispettate il valore nutritivo degli ingredienti. È vero che in questo modo si rischiano marmellate liquide, ma questo è facilmente ovviabile aggiungendo pectine o agar-agar (soprattutto per l'agar-agar tenete conto che l'addensamento avviene solo quando la marmellata si è raffreddata);
  2. introducete sempre le marmellate nei vasi (preriscaldati) quando sono bollenti e chiudete subito. Così aggiungete alla sterilizzazione per osmosi dello zucchero la sterilizzazione a caldo. In questo modo potete diminuire la quantità di zuccheri presente, purché all'apertura consumiate il vasetto in pochi giorni e lo conserviate in frigorifero.
  3. le normali marmellate - quelle con lo zucchero giusto - si possono tenere anche fuori dal frigorifero, purché si consumino tutti i giorni. Infatti si possono formare muffe in superficie, che sfuggono all'osmosi perché non sono immerse nello sciroppo zuccherino, ma nascono dal piccolo velo di acqua superficiale. In questi casi non è necessario buttare la marmellata, basta togliere le macchie superficiali di muffa, con un po' della marmellata sottostante.


Conservazione sotto sale

In questo antico modo si conservano pesci, salumi, formaggi, ecc. Nel caso dei salumi e dei formaggi si combinano sterilizzazione in superficie con il sale, essiccazione e maturazione enzimatica.

Dal punto di vista casalingo si possono conservare così erbe da condimento da usare in piccola quantità direttamente con il sale (è il caso delle ricette di dado vegetale, che trovate in Salse e condimenti del sito italiano Kousmine) o conservare prodotti in salamoia (tipo olive). Sconsigliamo di estendere troppo questa conservazione perché:

  1. c'è il rischio di un eccesso di sale, che è sempre pericoloso;
  2. se i prodotti vengono dissalati, vi è una considerevole perdita di nutrienti.


Corpo e mente

La dott. Kousmine si è occupata prevalentemente di cura del corpo, nella sua integralità. Ma sapeva benissimo - e l'ha scritto più volte - che l'equilibrio della psiche è altrettanto importante: l'altra faccia della guarigione. Dalle nostre osservazioni sui malati di malattie autoimmuni risulta con chiarezza che più della metà degli attacchi acuti della malattia sono legati a stress psicologici: delusioni, emozioni violente, senso di perdita... In alcune persone il controllo della malattia attraverso il metodo Kousmine, anche applicato rigorosamente, è poco efficace proprio perchéè forte il turbamento emozionale

La malattia è frutto di fattori complessi: i fattori esterni (batteri, virus) non sono quasi mai sufficienti a spiegare da soli l'insorgere di una patologia. C'è sempre un "terreno di coltura" che è dato da uno stress generale - fisico e psichico - della persona: superlavoro, crisi esistenziali, grandi dolori, lutti, isolamento, cattivi rapporti umani, sensazione di fallimento Se non si cambia profondamente lo stile di vita, se non si risolvono le cause dei nostri malesseri interiori, se non si rimediano gli errori più gravi tutte le terapie, anche il metodo Kousmine, saranno scarsamente efficaci: daranno risultati modesti o poco duraturi.Aumentate la qualità della vostra vita: prendetevi più spazi di riposo, diminuite le situazioni che aumentano le vostre tensioni, alimentate le vostre amicizie, migliorate il vostro rapporto con la natura. Una passeggiata in campagna con gli amici, lontano dalle preoccupazioni normali della vita, è probabilmente la più efficacie di tutte le terapie; non basterà da sola, ma è la premessa migliore per la riuscita di tutte le altre.Più a fondo ancora, occorre imparare ad essere più in pace con sé stessi: accettarsi, anche con i propri limiti, i propri handicap; elaborare i lutti; alimentare la propria vita interiore; imparare a vivere momenti di solitudine "ricca". Sarà così possibile vivere positivamente anche i momenti difficili della sofferenza: scoprire che è una prova dolorosa, ma che fa parte della vita, non la rende impossibile.


..GUARIRE è quindi frutto di un lavoro attento sul corpo, ma anche sulla mente.

Gli strumenti per raggiungere la serenità interiore sono tanti: esercizi di pensiero positivo, yoga, meditazione, terapie di perdono, preghiera, ecc.


Attività fisica

Qualsiasi attività fisica, anche moderata (passeggiare, ecc), basta che praticata giornalmente per mantenere il corpo efficiente.


Cura di alcune malattie

L'obesità


il Colesterolo


i Tumori


Note

  1. Ricordiamo che la bocca è collegata allo Stomaco e all'Intestino, tramite l'Esofago; e che, quando questi sono sporchi, il sudiciume sale e per questo si sente poi l'alito pesante e l'amaro in bocca.
  2. L'inventore di questi "sciacqui con olio" come Terapia, sembra essere stato un certo ricercatore e biologo russo di nome F. Karach, negli anni '90, almeno questo è ciò che si evince dal libro "La purificazione del corpo" alla pagina 153. Karach, dopo aver condotto una ricerca sul cancro, asserì che l'olio utilizzato in questo modo facilitava la fuoriuscita dalla mucosa della bocca di tutte le sostanze tossiche presenti nell'organismo, e quindi la guarigione da moltissime malattie. Andavano bene però, secondo lui, solo gli oli di girasole e di sesamo, rigorosamente spremuti a freddo. (La purificazione del corpo, metodi e cure per disintossicare, depurare e liberare l'organismo. Ed. Mediterranee; 1a Ed. 1999, ristampa: 2010.ISBN 88-272-1285-X ).


Voci correlate

Per approfondire, vedi Manuale pratico di medicina naturale/Metodo Kousmine.


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